Sassari, impiantata all’Aou una nuova valvola cardiaca senza l’uso del bisturi: è la prima volta in Sardegna
Gavino Casu, direttore della Cardiologia: «Una speranza per i malati non operabili»
Sassari Un cuore fragile, una valvola gravemente compromessa e un intervento che, fino a poco tempo fa, per pazienti così complessi poteva sembrare un miraggio.
A Sassari la medicina fa un grande passo in avanti: all’Aou è stata infatti impiantata per la prima volta in Sardegna una nuova valvola tricuspide per via percutanea, con la tecnologia Evoque. Un intervento eseguito su una paziente ultrasettantenne, considerata non candidabile alla chirurgia tradizionale, che colloca il centro sassarese tra i primi in Italia ad aver utilizzato questa innovativa procedura.
Un risultato che porta la firma del professor Gavino Casu, direttore della Struttura complessa di Cardiologia clinica e interventistica dell’Aou di Sassari e direttore della Scuola di specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università, insieme alla dottoressa Cristiana Denurra e al dottor Mario Raccis, che ha guidato la procedura dal punto di vista ecocardiografico. L’intervento ha visto inoltre il supporto anestesiologico del dottor Andrea Balata.
La grave insufficienza della valvola tricuspide, spesso definita nella letteratura medica la “valvola dimenticata”, rappresenta una condizione particolarmente difficile da trattare, soprattutto nei pazienti anziani e fragili. Per loro, affrontare un intervento cardiochirurgico tradizionale a cuore aperto può comportare rischi troppo elevati. Fino a poco tempo fa, in molti casi, le possibilità terapeutiche erano quindi limitate alla gestione farmacologica dei sintomi.
La tecnologia Evoque apre oggi una strada completamente nuova. La valvola malata può essere sostituita integralmente attraverso un catetere introdotto dalla vena femorale e condotto fino al cuore che continua a battere mentre viene impiantato il dispositivo. Niente bisturi e niente circolazione extracorporea, un approccio mininvasivo pensato proprio per quei pazienti per i quali la chirurgia tradizionale è troppo rischiosa.
Ed è proprio la possibilità di offrire una concreta alternativa a una paziente anziana, affetta da una grave insufficienza tricuspidalica e non operabile con le tecniche tradizionali, a rendere particolarmente significativo il risultato raggiunto all’Aou di Sassari.
«Questo intervento rappresenta un passo in avanti fondamentale nella cura delle cardiopatie complesse», sottolineano il professor Gavino Casu e il dottor Pierluigi Merella, responsabile della struttura semplice di Emodinamica. «La tecnologia Evoque ci permette di trattare per via percutanea pazienti che altrimenti non avrebbero avuto altre alternative terapeutiche se non quella medica sintomatica. Una concreta possibilità di cura per persone con insufficienza tricuspidalica grave che non potevano essere trattate né con la chirurgia tradizionale a cuore aperto, né con le procedure percutanee finora disponibili».
La complessità del caso e la fragilità della paziente rendono ancora più rilevante la possibilità di intervenire senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto. Il nuovo approccio consente infatti di affrontare una patologia grave attraverso una procedura meno invasiva, riducendo il trauma chirurgico e favorendo un decorso post-operatorio più rapido, con un immediato miglioramento delle condizioni di salute. «Un risultato di straordinaria importanza che amplia in modo concreto le nostre capacità di intervento – aggiunge Casu – Per la nostra Cardiologia è un nuovo traguardo nell'ambito della cardiologia strutturale avanzata e, soprattutto, una nuova prospettiva di vita per i pazienti più fragili del nostro territorio».
L’intervento segna un ulteriore avanzamento per la Cardiologia clinica e interventistica dell’Aou, confermandone il ruolo di riferimento regionale nel trattamento delle cardiopatie complesse e nell’ambito della cardiologia strutturale avanzata. Per la Sardegna, e in particolare per i pazienti anziani e fragili affetti da questo tipo di insufficienza cardiaca, l’arrivo della tecnologia Evoque significa soprattutto poter disporre di una possibilità terapeutica che prima non era concretamente praticabile.
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