Sassari, gli ex studenti del geometri tornano in classe ogni anno da 60 anni: chi era presente all’appello
La quinta A si ritrova per festeggiare il diploma e ricordare chi non c’è più
Sassari Un nome, una pausa, una voce che risponde. Poi un altro nome, un altro ricordo. Fino a quando, in uno dei laboratori del Polo tecnico di via Monte Grappa, trasformato per un giorno in un’aula degli anni Sessanta, il tempo ha smesso di scorrere. Quando ieri mattina 3 ottobre la dirigente scolastica Nicoletta Puggioni ha aperto il registro e ha cominciato a fare l’appello, qualcuno tra i banchi ha dovuto trattenere l’emozione. Davanti a lei non c’erano ragazzi alle prese con una lezione, ma uomini di 81 anni tornati, per un istante, a essere gli studenti di un tempo. E quando sono stati chiamati i compagni che non ci sono più, a rispondere sono stati gli amici di sempre. Perché in quella quinta A anche le assenze hanno ancora un nome e un posto. Erano in 17 nel 1966, oggi sono rimasti in 11. Ma ieri mattina, tra emozioni e sguardi commossi, erano di nuovo tutti presenti.
Gli ex studenti della quinta A geometri di Sassari si ritrovano ogni anno, da sessant’anni, per festeggiare il diploma e rinnovare un’amicizia mai interrotta. Sabato scorso si erano dati appuntamento a Bunnari per il tradizionale pranzo, tra aneddoti scolastici, sorrisi e ricordi. Ieri, invece, l’emozione di tornare in classe, seduti davanti alla lavagna, nella scuola che un tempo aveva sede in piazza Marconi e che oggi si trova nel Polo tecnico di via Monte Grappa. Ad accoglierli Nicoletta Puggioni, alla quale hanno donato un mazzo di fiori prima di entrare in aula e rivivere, attraverso quell’appello, un pezzo della loro storia.
Quasi tutti nati nel 1945 e sassaresi, tra loro c’era anche un compagno originario di Lodè, oggi residente a Olbia, che non ha potuto partecipare all’incontro. «Dopo il diploma, le nostre strade si sono divise, ma non ci siamo mai persi di vista – racconta con emozione Gino Bacchiddu –. Tra noi ci sono stati medici, ingegneri, agronomi, dirigenti bancari, geometri e insegnanti. Ma quando ci troviamo siamo sempre i ragazzini del 1966 che hanno preso il diploma e continuano a scherzare e a prendersi in giro. Il nostro legame è rimasto forte».
Già ai tempi della scuola, i ragazzi della quinta A avevano fondato l’Agit, l’Associazione geometri dell’Istituto tecnico, portandola avanti per anni con orgoglio. Nella memoria della classe resta anche Antonio Tedde, morto in un incidente d’auto proprio nell’anno del diploma. Oggi a tenerli in contatto c’è anche una chat WhatsApp chiamata semplicemente “Geometri”, dove continuano a scambiarsi messaggi e a organizzare gli incontri. Ieri mattina qualcuno ha voluto condividere questa giornata speciale con la propria famiglia, portando a scuola la figlia e i nipotini. La mattinata si è conclusa con un gemellaggio con la quinta A di quest’anno, un incontro tra generazioni unite dalla stessa esperienza scolastica, a sessant’anni di distanza. «Il diploma si conquista una volta, ma certe amicizie si rinnovano ogni giorno», raccontano i ragazzi della quinta A del 1966. Ieri mattina, insieme a Gino Bacchiddu, sono tornati sui banchi e hanno risposto «presente» Salvatore Careddu, Franco Casu, Paolo Motroni, Giuseppe Secchi, Giuseppe Conti, Bruno Mattei, Giacomo Ottoveggio e Piero Cuccuru. E anche per chi non era seduto tra quei banchi, ieri mattina è stata comunque segnata la presenza.
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