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Sassari

Tribunale

Arrestato per stalking, deve stare a una distanza di 1000 metri dalla vittima. Ma lei è una vicina di casa

di Nadia Cossu
Arrestato per stalking, deve stare a una distanza di 1000 metri dalla vittima. Ma lei è una vicina di casa

La polizia non ha potuto applicare il braccialetto elettronico a un 41enne. In attesa del processo dovrà tenere sempre attivo il Gps del cellulare

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Sassari Mille metri di distanza imposti dal giudice, ma appena 400 quelli che separano la casa dell’uomo – accusato di atti persecutori – da quella della donna presunta vittima. Un problema di geometria, prima ancora che di giustizia, che rischia di trasformare il braccialetto elettronico in un dispositivo destinato a suonare praticamente senza sosta.

È il curioso risvolto di una vicenda di cronaca che ha visto protagonista un 41enne sassarese. Il giudice ha convalidato l’arresto in flagranza, eseguito il 28 ottobre scorso, disponendo nei confronti dell’uomo – difeso dall’avvocato Anna Ganadu – il divieto di avvicinamento alla persona offesa a una distanza non inferiore ai mille metri. Ma quando gli agenti delle Volanti lo hanno accompagnato in questura per avviare le procedure necessarie all’attivazione del dispositivo, è emerso un dettaglio che ha complicato non poco l’esecuzione della misura: l’uomo abita infatti a circa 400 metri dalla donna. E così, prima ancora che il braccialetto entri in funzione, ci si trova davanti a un problema pratico non secondario: con le due abitazioni così vicine, il dispositivo rischierebbe di segnalare continuamente il mancato rispetto della distanza prescritta.

Ma dietro questo paradosso logistico c’è una vicenda ben più seria. All’uomo vengono contestati atti persecutori che, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbero andati avanti dal 2020 fino all’arresto del 28 ottobre 2026. Le condotte contestate sarebbero iniziate attraverso i social network. Dal 2020, infatti, l’uomo avrebbe ripetutamente interagito con i profili Facebook e Instagram della donna, attraverso like, emoticon e commenti di apprezzamento, accompagnati da messaggi dal contenuto sentimentale. Un corteggiamento virtuale che sarebbe proseguito nonostante la volontà della donna di interrompere qualsiasi tipo di rapporto. Il 15 agosto 2026, in particolare, l’uomo le ha dichiarato il proprio amore, continuando a cercarla nonostante il chiaro rifiuto della giovane. La situazione è poi degenerata.

Il 24 ottobre il 41enne si è appostato all’esterno dell’abitazione della donna, seguendola fino a un locale. Il giorno successivo le ha inviato circa trenta messaggi e nemmeno l’intervento di un cugino della persona offesa, che gli ha intimato di smettere, è bastato a interrompere lo stalking. L’uomo ha infatti risposto che l’avrebbe lasciata in pace «per un po’». Una promessa di tregua che è durata ben poco. Il 28 ottobre, infatti, ha ripreso a inviare messaggi e si è presentato nuovamente sotto l’abitazione della donna, suonando insistentemente al citofono e chiedendole di uscire per parlare.

Nella stessa serata, dopo che lei, esasperata e spaventata, ha richiesto l’intervento della polizia, l’uomo ha continuato a contattarla telefonicamente e tramite messaggi, per poi tornare ad appostarsi davanti alla sua abitazione, con il cellulare in mano, osservando la casa. È stato proprio in questa circostanza che gli agenti delle Volanti, intervenuti sul posto, lo hanno arrestato in flagranza. Ora a sbrogliare la matassa sarà il giudice nel processo che si aprirà a fine mese. Nel frattempo l’uomo dovrà tenere il cellulare sempre acceso con il Gps attivo, così da poter essere localizzato in ogni momento.

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