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A Sassari un atelier tra le serrande chiuse, la sfida di Viviana Zanazzi: «Riportiamo gli artisti in centro»

di Paolo Ardovino
A Sassari un atelier tra le serrande chiuse, la sfida di Viviana Zanazzi: «Riportiamo gli artisti in centro»

La pittrice in via al Carmine fa lezioni a bambini e anziani e apre ogni giorno al pubblico

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Sassari «Lo studio si autosostiene grazie alle lezioni. Ho una piccola classe di bambini e ragazzini, alcuni sono proprio della zona. Ah e poi un bel gruppo di ragazze, ci sono anche due sorelle di 80 anni». Perché dipingono? «Questo è lo spazio dove uno può venire e fare quello che sente nella sua attitudine. Lo studio è sempre aperto».

Viviana Zanazzi è un’artista molto quotata a Sassari, che invece di una vetrina glam ha scelto quasi un rifugio tra i vicoli del centro storico. In via al Carmine ha preso in affitto un vecchio studio da una famiglia sassarese. La coppia, marito e moglie novantenni, teneva da tempo chiusa quel locale, «ma a me piaceva tanto, li ho convinti e sono rimasti subito contenti di vedere uno spazio dedicato all’arte qui dentro». Classica conformazione, le pareti, il soffitto e le volte passano facilmente dal romanticismo dell’edificio storico alla precarietà di un luogo che ha bisogno di tanta cura. Lei ha accettato la scommessa, anzi rilancia: «Ci piacerebbe creare un distretto dell’arte qui in via al Carmine».

Il plurale non è maiestatico, si riferisce a quelle poche altre botteghe storiche che ancora riempiono di vita la strada lastricata. Accanto allo studio-laboratorio di Viviana c’è la pelletteria “Alchimilla”, poco più avanti la corniceria di Luciano Conzattu e anche due negozi di abbigliamento. Ma in mezzo ci sono tante porte chiuse, serrande abbassate e cancelli arrugginiti che non si aprono da anni. «Ci sono molti locali sfitti, vorremmo fare una proposta al Comune per un evento o per invitare i proprietari a offrire canoni calmierati per chi decide di aprire una bottega. Com’era prima: via al Carmine era la strada delle botteghe e sono convinta che possa tornare a esserlo». La pittrice sassarese, che si è diplomata all’accademia di Belle arti Mario Sironi, dice che è stata ispirata da un viaggio a Tolone, «lì ho visto un piano di riqualificazione del centro legato proprio all’arte».

Affacciate alla vetrina ci sono delle opere di piccole dimensioni, dipinti su sfondo nero di insetti dorati. La prima parte dello studio è dedicata ai quadri più recenti di Viviana Zanazzi. Linee sinuose di giallo chiaro o di rosso su sfondi scuri. Quadri con tecnica mista su tela. È la parte espositiva, l’atelier d’artista. In fondo si apre il laboratorio con treppiede, bancone da lavoro rigorosamente pieno di macchie colorate e tavolozza sempre pronta all’uso. La scritta al neon “art studio” si vede da fuori. La porta è aperta tutte le mattine e anche qualche ora nel pomeriggio. Aperta a tutti, agli allievi e alle allieve, «vengono giovanissimi attratti dalla creatività, che trovano nella pittura un modo per usarla. E vengono anche persone di mezza età o più, che avrebbero sempre voluto imparare a usare il pennello e finalmente possono mettersi alla prova». La via è una fessura scura che parte da Largo Cavallotti. Usciti dallo studio di Zanazzi, non si respira troppa arte. Sono più i gas di scarico delle auto che passano senza sosta a metà mattinata.

«Sono l’unica artista donna che ha aperto uno studio» a Sassari, sostiene fiera Viviana, e averlo fatto al centro storico sembra assuma un significato in più. «Sono sempre sola ma non posso dire di sentirmi in pericolo. Non più che in altri posti». Anche se un giorno, quando dopo il consueto caffè in piazza Azuni si è diretta nello studio per aprire al pubblico, mentre infilava la chiave nella serratura, si è accorta di un furto: «Mi hanno rubato un bonsai». Poteva andare peggio, «decisamente», ci scherza lei, che ha sempre avuto la vena artistica ma per dieci anni aveva mollato tele e colori. Fino a quando non ha visto in quello studiolo chiuso la possibilità di ricominciare.

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