Lavoro, presentata a Camera proposta legge per riconoscimento carattere usurante lavoro ferroviario
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Roma, 19 mag. (Adnkronos) - Presentata alla Camera dei deputati la proposta di legge per il riconoscimento del carattere usurante del lavoro ferroviario. Si è svolta oggi, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, infatti, la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge recante 'Disposizioni per il riconoscimento del carattere usurante delle mansioni del personale viaggiante e di macchina impiegato nei servizi ferroviari', promossa dall'On. Enzo Amich e dall’On. Silvio Giovine. L’iniziativa ha rappresentato l’occasione per avviare un confronto istituzionale su una lacuna normativa che riguarda una categoria professionale sottoposta a condizioni di particolare gravosità, responsabilità operativa e complessità organizzativa. Le mansioni svolte dal personale ferroviario di condotta, accompagnamento e manovra incidono, infatti, direttamente sulla sicurezza della circolazione ferroviaria e sulla regolarità del servizio, richiedendo elevati livelli di attenzione, prontezza decisionale e tenuta psicofisica. Proprio su questo punto si è soffermato l’On. Walter Rizzetto, Presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati, richiamando la necessità di: "Aggiornare la riflessione sui lavori gravosi e usuranti alla luce dell’evoluzione del mercato del lavoro e delle mansioni. Nel caso del personale ferroviario emergono elementi oggettivi di particolare gravosità: turnazioni, isolamento operativo, responsabilità sulla sicurezza e tenuta psicofisica lungo l’intero percorso professionale. Non parliamo soltanto di pensioni, ma di qualità del lavoro, tutela e salute nei luoghi di lavoro. Per questo la Commissione Lavoro è disponibile ad approfondire il tema, anche sulla base dei necessari elementi scientifici e delle adeguate coperture". Una prospettiva che si lega direttamente al ruolo del sistema ferroviario come infrastruttura essenziale per il Paese, nella quale la tutela delle professionalità operative rappresenta un elemento decisivo anche per la qualità e la sicurezza del servizio. A tal proposito è intervenuto anche l’On. Salvatore Deidda, Presidente della IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei deputati: "Il tema riguarda non solo il settore ferroviario, ma più in generale l’intero sistema dei trasporti, dove è necessario affrontare insieme il nodo delle risorse, delle coperture e del ricambio generazionale, evitando che comparti strategici restino scoperti. Il contributo della medicina del lavoro può rappresentare uno strumento scientifico importante per programmare questo percorso. Come Commissione Trasporti c’è la massima disponibilità a lavorare, anche in vista della prossima legge di bilancio, insieme al Ministero del Lavoro e all’Inps, per avviare un percorso di riconoscimento". La proposta di legge punta a riconoscere la specificità delle mansioni svolte dal personale ferroviario, prevedendo l’accesso alle tutele già riconosciute ai lavori usuranti, anche in assenza del requisito del lavoro notturno. "Chi ogni giorno garantisce la sicurezza della circolazione ferroviaria svolge un lavoro usurante, gravoso e ad altissima responsabilità che merita finalmente un riconoscimento normativo chiaro. Per diciotto anni ho lavorato nelle ferrovie e conosco direttamente il peso delle responsabilità che ricadono su macchinisti, capitreno e personale operativo. Dietro ogni treno che parte ci sono attenzione costante, pressione psicologica e professionalità che non possono restare invisibili. Non chiediamo privilegi né scorciatoie, ma un riconoscimento equo e aderente alla realtà concreta del lavoro ferroviario. Non basta investire in infrastrutture e tecnologia: il trasporto pubblico si rafforza anche tutelando chi ogni giorno lo rende possibile e garantisce la sicurezza dei cittadini. Questa iniziativa legislativa rappresenta uno dei traguardi più significativi del mio mandato parlamentare e l’auspicio è che possa ora trovare piena valorizzazione anche nell’ambito delle iniziative che i Ministeri competenti vorranno promuovere su questo tema", sottolinea l’On. Enzo Amich, che ha presentato la proposta di legge. Nel corso dell’incontro è stato, inoltre, affrontato il tema del rapporto tra lavoro e fragilità, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori fragili e all’inclusione delle persone con disabilità e cronicità nel mondo del lavoro. "L’Intergruppo 'Lavoro e Fragilità' nasce dalla consapevolezza che la fragilità non possa più essere considerata soltanto una questione sanitaria o assistenziale, ma riguardi anche l’organizzazione del lavoro, la prevenzione, la qualità dell’occupazione e la coesione sociale. Il tema del personale ferroviario rappresenta un primo banco di prova concreto: partire da una categoria specifica per aprire una riflessione più ampia sulle tutele da riconoscere ai lavoratori esposti a condizioni professionali complesse. Il metodo che intendiamo seguire è quello del confronto stabile tra Istituzioni, comunità scientifica, parti sociali e mondo produttivo, fondato su evidenze, buone prassi e criteri oggettivi", ha affermato l’On. Silvio Giovine, Presidente dell’Intergruppo parlamentare 'Lavoro e fragilità'. All’incontro ha preso parte anche la Società Italiana di Medicina del Lavoro (Siml), che ha recentemente avviato i lavori di un gruppo di esperti dedicato alla produzione di documenti di orientamento professionale e buone prassi, con l’obiettivo di accompagnare il percorso legislativo attraverso il contributo scientifico della medicina del lavoro. "La medicina del lavoro consente di valutare l’impatto delle mansioni sulla persona non soltanto in termini di rischio immediato, ma anche rispetto agli effetti cumulativi nel medio e lungo periodo. La gravosità di un’attività non dipende solo dalla sua classificazione formale, ma da fattori concreti: carico fisico, stress operativo, turnazioni, responsabilità, attenzione prolungata, esposizione a imprevisti e gestione di situazioni critiche. Nel caso del personale ferroviario, la salute e la tenuta psicofisica del lavoratore incidono anche sulla sicurezza della circolazione, sulla regolarità del servizio e sulla tutela degli utenti. Per questo servono criteri oggettivi, prevenzione, sorveglianza sanitaria, adattamento delle mansioni e buone prassi", ha sottolineato il dottor Coggiola, Presidente della Siml. L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti di medicina del lavoro e lavoratori del comparto ferroviario, attraverso le testimonianze dirette di quei professionisti che hanno portato all’attenzione pubblica le condizioni operative, i carichi di responsabilità e le difficoltà quotidiane vissute nello svolgimento delle proprie mansioni.
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