Imprese, Schlein: "Stabilità conti è importante, ma senza crescita non è sostenibile"
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Roma, 2 lug. (Adnkronos) - "Noi sappiamo che la situazione non è delle migliori, vogliamo rimanere ottimisti, ma come forza politica che ha una cultura di governo dobbiamo guardare la realtà, le sofferenze e capire come affrontarle. Noi pensiamo che ci sia un problema di crescita, nonostante il Pnrr siamo fanalino di coda in Europa, senza saremmo in rescessione, eppure con quegli investimenti non siamo riusciti ad andare a toccare alcuni nodi strutturali che tengono a freno la produttività di questo Paese". Lo dice la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, intervenendo dal palco di Federmanager. "Cerchiamo di capire come ridare respiro e crescita a questo Paese - aggiunge - perché la stabilità dei conti è importante, ma non basta se non porta con sé la crescita e non è sostenibile". "Oggi a Federmanager sono venuta a presentare la strategia per la crescita del Partito Democratico, a cui abbiamo lavorato tanto in questi anni, nell'ascolto delle imprese, dei sindacati, di lavoratrici e lavoratori". Diverse le priorità indicate dalla leader del Pd: "La prima è il costo dell'energia che va ridotto e per farlo bisogna scollegarlo dal prezzo del gas. Noi abbiamo il costo dell'energia più alto d'Europa, non lo dobbiamo accettare. Si può cambiare. Si fa ad esempio attraverso un'accelerazione e una semplificazione degli investimenti nelle rinnovabili. Noi proponiamo un'unità di missione che si occupi con governo e regioni di dimezzare i tempi per le autorizzazioni, perché in Spagna sono due o tre anni, in Italia sono 6-7 anni. Dall'altra parte abbiamo proposto anche di cambiare il ruolo dell'acquirente unico per fare quelli che si chiamano Power Purchase Agreement". "Sono dei contratti - spiega - su grandi volumi da incentivare in modo che si possano mettere insieme i produttori di rinnovabili e le piccole e medie imprese italiane per fornire loro dell'energia a prezzi stabili e competitivi, perché se paghi una bolletta che è tre volte quella di una tua competitor in Spagna, in Germania, è chiaro che perdi competitività". "Aumentare i salari. Noi abbiamo tra i salari più bassi d'Europa, calati di 9 punti negli ultimi quattro anni e questo si ripete sulla condizioni materiali delle famiglie italiane che hanno meno potere d'acquisto, che quando vanno a fare la spesa con lo stesso stipendio di prima, non riescono più a fare la spesa di prima. Questo incide sui consumi e quindi incide sulla crescita, quindi la qualità del lavoro, il rafforzamento della contrattazione collettiva la riduzione della precarietà, come hanno fatto in Spagna, sono tutte strade che vogliamo perseguire con le nostre proposte concrete". "Continuo a chiedere al governo di fare con noi una battaglia nell'interesse europeo e nazionale, che è quella per proseguire gli investimenti comuni europei dopo il Pnrr, dopo il Nextgeneration.eu. Oggi ce n'è più bisogno di quando sono stati stanziati in mezzo alla pandemia, perché l'Europa è circondata da aggressività commerciale e militare e o va avanti con più integrazione, più investimenti comuni o rischia di rimanere schiacciata al margine. Quindi per un grande piano industriale, sociale europeo serve andare avanti con gli investimenti comuni", dice Elly Schlein. "In Italia - sottolinea - quando c'è uno schema di incentivi che funziona, come funzionava industria 4.0, più che avere la foga di cambiarlo, quando cambia un governo si vada a vedere che cosa funziona e si lavori nell'ascolto delle realtà manageriali imprenditoriali per capire quali strumenti possano rafforzare gli investimenti. Noi abbiamo tanto risparmio degli italiani che non riesce ancora ad essere canalizzato verso il sostegno all'economia reale italiana. Tanti fondi pensione, ad esempio, investono negli asset liquidi internazionali, nei titoli di Stato esteri. Dobbiamo costruire con loro degli strumenti mirati e incentivati perché quel risparmio sostenga concretamente l'innovazione delle piccole e medie imprese italiane". "Viviamo un tempo segnato da trasformazioni profonde e con tanta incertezza, nemica di crescita e investimenti. C'è qualcosa che non abbiamo dovuto affrontare? Dalla crisi economica alla crisi pandemica, energetica, le guerre e anche climatica. Penso che non ci salviamo da soli, oggi l'Europa è sotto attacco e ci salviamo solo con un salto in avanti nell'integrazione europea. Lo dice anche Mattarella: che c'è la necessità di un salto in avanti nell'integrazione". "Serve una difesa comune europea. Per un salto in avanti nell'integrazione europea serve innanzitutto superare l'unanimità: o cambiando i trattati o partendo con le cooperazioni rafforzate con chi ci sta. E non bisogna fare l'errore di abbandonare la strada degli investimenti comuni".
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