A Sassari i 100 anni del pentathlon
Re. Sp.
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Atlete della Sport Full Time impegnate in una prova di tiro Conto alla rovescia per l'unica tappa italiana di Coppa del Mondo
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SASSARI. Conto alla rovescia a Sassari per l'unica tappa italiana della coppa del mondo di pentathlon moderno. Alla cerimonia di apertura mancano meno di dieci giorni e le prime delegazioni non tarderanno ad arrivare in Sardegna. Per mercoledì 13 aprile sarà difficile trovare posto negli alberghi della zona. Gli organizzatori hanno ricevuto oltre 200 richieste di iscrizione e le delegazioni straniere saranno numerosissime con un seguito di allenatori, accompagnatori e tifosi che è difficile quantificare. «Parliamo di migliaia di persone - ha confermato Ilario Ierace, presidente della Sport Full Time e del comitato che gestirà l'evento -. La tappa sassarese sarà la più partecipata tra quelle inserite nella coppa del mondo e anche il livello qualitativo sarà elevatissimo. Saranno in gara campioni olimpici e mondiali oltre, naturalmente, la nazionale azzurra al gran completo. Per il nord Sardegna sarà una grande vetrina mediatica e uno stimolo importante per avvicinare nuove leve a uno sport tra i più completi ma, anche, tra i meno conosciuti». Sarà davvero così? In realtà il pentathlon è una disciplina che in Sardegna ha tradizioni antiche e che, soprattutto a cavallo tra le due guerre mondiali, ha vissuto momenti felici un po' in tutta Europa. Nato come sport olimpico cento anni fa (esattamente il 24 maggio del 1911) fu incluso nel programma dei Giochi e debuttò a Stoccolma dal 7 al 12 luglio 1912, nella V Olimpiade moderna. De Coubertin cercava l'atleta perfetto e il pentathlon incarnò l'idea di sport completo e polivalente. In quella prima edizione il podio fu tutto svedese (Lillehook, Asbrink, G. de Laval) ma al quinto posto si piazzò un giovane tenente della cavalleria californiana, George Smith Patton, che poi divenne famoso come "il Generale d'acciaio". Nella prova di tiro, tre colpi non raggiunsero il bersaglio e gli errori lo tennero lontano dal podio. Qualche anno dopo fu molto più preciso quando con la sua Colt, sgominò la banda di Emiliano Zapata. Patton fu il primo campione vero della disciplina. L'ultimo lo scopriremo a Londra, l'anno prossimo, ma lo vedremo in anteprima Sassari perchè la tappa cittadina è valida come prova di selezione per i Giochi del 2012, e sarà quindi un passaggio obbligato per chiunque abbia ambizioni di podio. Per Sassari il pentathlon non è una novità ma un gradito ritorno. Nel passato ha goduto di grande seguito e fornito alla nazionale autentici fuoriclasse. Di sangue e radici sarde è Daniele Masala, l'unico italiano campione Olimpico (due ori a Los Angeles 1984 da sommarsi al titolo iridato di Roma 1982) e numerosi sono i titoli tricolori conquistati da pentatleti nati in Sardegna o di origine isolana. Negli almanacchi ricorrono più volte i nomi di Otto Sussarello, Mario Medda, Nicolò Deligia, Daniele e Paolo Masala. E ci sono quelli di moltissimi allenatori, preparatori atletici e artieri ippici. Perchè la Sardegna ha sempre fornito al pentathlon anche i cavalli per la prova di salto a ostacoli. Cosa che continua a fare e che farà anche nella tappa del 13 aprile grazie alla collaborazione di alcuni circoli ippici oristanesi. Un po' di Sardegna sarà sicuramente sul podio.
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