La Nuova Sardegna

Sport

Il nuovo salto di Valentina

Roberto Spezzigu
Valentina Uccheddu insieme al tecnico Francesco Garau La campionessa si sta riavvicinando al mondo dell’atletica
Valentina Uccheddu insieme al tecnico Francesco Garau La campionessa si sta riavvicinando al mondo dell’atletica

La Uccheddu, ex campionessa di lungo, si riavvicina allo sport

3 MINUTI DI LETTURA





 ORISTANO. Una nuova dimensione umana per Valentina Uccheddu, lunghista oristanese che ha rappresentato l'atletica leggera isolana (e anche quella nazionale) ai massimi livelli mondiali per tantissimi anni. E che ora si riavvicina, con la lieve e delicata discrezione che l'ha sempre caratterizzata, a un mondo che le ha dato, e che le deve, davvero tanto.  Nel momento in cui esplode il fantastico fenomeno mondiale Anastassia Angioi, che l'ha spodestata anche di alcuni primati, è ritornata a farsi vedere sui campi di atletica; promette di essere più presente alla manifestazioni in programma in Saredegna, si scopre sempre attratta da questo ambiente e promette anche che proverà a mettersi a disposizione. Il fisico asciutto e scattante è lo stesso di quando si allenava, lo sguardo profondo di chi cerca ostacoli da superare e nuove sfide da affrontare è quello di sempre. Ma il suo modo di proporsi, complice l'arrivo sei mesi fa di Camilla e Diletta, è divenuto molto più pacato e riflessivo.  Uccheddu è stata la regina indiscussa nell'isola per oltre un decennio vincendo tanti titoli tricolori e realizzando anche tre record italiani assoluti (6.62 nel 1988 a Trento, 6.67 nel 1991 a Barcellona e 6.80 a Sestriere prima dell'avvento di Fiona May) e prendendo parte alle più importanti rassegne mondiali (compresa l'Olimpiade dove nel 1996 ad Atlanta ebbe la rottura del tendine d'Achille che ne compromise la straordinaria carriera). -Cosa ha fatto da quando ha lasciato l'agonismo?  «Ho tribolato, come tanti, alla ricerca del lavoro. Mi sono laureata in lettere moderne e ho frequentato un master nel settore turistico. Poi ho iniziato a collaborare con vari enti pubblici, collaborazione che continua ancora con la Regione Sardegna. Ora ho deciso di fare la mamma e dedicarmi alle mie figlie». -E' stato difficile lasciare lo sport, dove era protagonista, per il lavoro?  «Inizialmente no. Avevo tanto tempo libero e ho vissuto un momento di leggerezza nella quale potevo fare tutto quello che volevo; viaggiare, coltivare hobby. Poi è subentrato il disagio di crearmi una vita tutta nuova e da programmare». -Cosa ricorda con più piacere di quegli anni?  «I viaggi, i contatti umani, persone e ambienti nuovi e poi le competizioni con le scariche di adrenalina e di emozioni. Ricordo tutto con grande piacere». -E con dispiacere?  «Ho il rammarico di aver fatto qualche nullo di troppo e di aver subito un pesantissimo infortunio nel momento migliore. Mi spiace anche di non aver azzeccato la gara giusta in eventi importanti. È, naturalmente, un rammarico relativo rispetto a tutto quello di buono che ho avuto dall'atletica». -Cosa avrebbe fatto o voluto fare se non fosse stata un'atleta di alto livello?  «Ognuno ha il proprio destino segnato. Il mio era quello. Finito il liceo, volevo iscrivermi in medicina, poi ho scelto lo sport». -L'atletica di ora?  «Difficile dirlo, negli ultimi anni non ho potuto seguire molto, non posso esprimere un giudizio». -Che ne dice di Anastassia Angioi, il nuovo talento ai vertici mondiali allieve che vuole emulare i suoi successi?  «Sono molto incuriosita da questa ragazza, voglio proprio vederla in gara e voglio anche parlarci. Ha grande talento, lo confermano i risultati, ma sicuramente anche una gran bella testa. Penso che abbia tanta strada davanti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La tragedia

Donna travolta e uccisa da un Suv a Ploaghe, ecco come sta l'uomo rimasto ferito

Le nostre iniziative