Addio a Sergio Crovi e Angelo Colombo bandiere rossoblù
ORISTANO. Una giornata tristissima per il Cagliari e per il calcio sardo. Una giornata che si è portata via due uomini che hanno vestito la maglia rossoblù: Sergio Crovi e Angelo Colombo. Soprattutto...
ORISTANO. Una giornata tristissima per il Cagliari e per il calcio sardo. Una giornata che si è portata via due uomini che hanno vestito la maglia rossoblù: Sergio Crovi e Angelo Colombo.
Soprattutto il primo, Sergio Crovi, era molto noto nell’isola non solo per aver indossato la maglia del Cagliari (dal 1958 al 1962, tra serie B e C1, con 38 presenze e 8 gol), ma anche per essere stato protagonista di mille sfide, soprattutto con le maglie di Quartu e Tharros.
Nella seconda fase della sua vita calcistica Crovi è stato anche allenatore: del Macomer, della Tharros, della San Marco di Cabras e, per una breve parentesi della Torres nel 79-80.
Da giocatore Sergio Crovi è stato un attaccante di razza, potente e tecnico, che non si lasciava intimorire dalle rudezze dei difensori. Anzi. Era figlio d’arte. Il padre Gaetano aveva giocato in serie A con la Spal. Proprio Sergio Crovi, in una intervista alla Nuova, ricordò che il padre fu vicinissimo al passaggio al Milan. «Ma le due società non si accordarono, e mio padre, che invece si era già messo d'accordo con i rossoneri e che con la Spal non voleva più giocare, pur di non star fermo un anno, venne in Sardegna, alla Monteponi di Iglesias».
In Sardegna Crovi senior sarebbe rimasto tutta la vita. Come il figlio: prima il Monteponi, quindi le giovanili del Cagliari, per poi essere ceduto, in prestito per un anno, nuovamente al Monteponi in serie C. A 19 anni il ritorno al Cagliari. «Di quel periodo ho tantissimi ricordi – raccontava Crovi –: dai duelli con Enzo Bearzot, allora difensore del Torino, agli insegnamenti di tecnici come Silvio Piola, ‘Sandokan’ Silvestri, e l'ottimo Rigotti».
Il Cagliari decise di cederlo al Pisa, ma Crovi rifiutò. Si fermò per un po’ di tempo, poi approdò al Quartu. Nella seconda metà degli anni ‘60 si trasferì alla Tharros. Alla società oristanese rimase legato in modo quasi indissolubile. Prima come calciatore, poi come tecnico. Protagonista , tra le altre cose, della prima parte della stagione 1973-74 che portò alla promozione del club in serie D.
L’avventura del portiere
Angelo Martino Colombo era nato a Gattinara, in Piemonte, il 13 maggio del 1935. A Cagliari collezionò 165 presenze dal 1960 al 1965. Fu protagonista di un periodo storico: la scalata, con il tecnico Arturo Silvestri, dalla serie C alla serie A coronata nel 1964. A Cagliari è stato un mito: i ragazzini in quegli anni facevano a gara a contendersi due ruoli nelle lunghe partite giocate nei polverosi campi di periferia: quello di Gigi Riva o quello di Colombo.
E’ considerato il miglior portiere nella storia rossoblù dopo Enrico Albertosi. Dopo la prima stagione del Cagliari in serie A fu ceduto alla Juve in cambio di Carlo Mattrel. Con i bianconeri giocò per 3 stagioni, vincendo da vice di Roberto Anzolin, lo scudetto 1966-67. Passò quindi al Verona, dove incrociò il suo destino ancora con Riva.
Nel 1971-72, infatti, Riva segnò al Bentegodi con un gran tiro: la palla prese il palo, rimbalzò sulla schiena di Colombo e finì in gol. Fu considerata autorete e Riva finì secondo nella classifica marcatori a un gol da Boninsegna, perdendo la possibilità di vincere il suo 4° titolo da capocannoniere.
Il cordoglio del Cagliari
La notizia della scomparsa di Crovi e Colombo è stata rilanciata nel primo pomeriggio dal sito del Cagliari che ripercorre la carriera dei due ex rossoblù e esprime alle famiglie «il cordoglio del Cagliari Calcio».
(r.p. ed en.g.)
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