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La Juve fa “trenta” seduta in poltrona

La Juve fa “trenta” seduta in poltrona

La Roma crolla a Catania, bianconeri svegliati in ritiro dal boato per il terzo scudetto di fila. Marotta: Pogba non si cede

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ROMA. Uno scudetto senza giocare. Anzi, addirittura la terza stella. L'altra faccia del calcio - non quella degli spari fuori dallo stadio - è quella della Juventus che fa festa con 24 ore di anticipo sul suo match point di domani a Torino. Sarebbe in ogni caso bastata la vittoria contro l'Atalanta allo Juve Stadium, e invece lo scudetto n.30 lo serve la Roma da Catania, con un crollo inaspettato che trasforma la partita bianconera di domani in una passerella. A tre giornate dalla fine e con lo scontro diretto Roma-Juve tra sette giorni all'Olimpico - un'altra notte da allarme rosso per l'ordine pubblico - gli otto punti di vantaggio della capolista sono rimasti intatti dopo il fischio finale di Banti al Massimino: è il 4-1 del Catania a sancire la matematica certezza del tricolore juventino. Abbiamo sbagliato tutto, io e giocatori, dice dopo Garcia che ieri aveva firmato la resa parlando alla vigilia di scudetto andato dopo essersi a lungo appigliato alla matematica.

Spettacolare o cinica, quasi sempre impeccabile nell'organizzazione del gioco e spesso 'ferocè - come pretende il suo allenatore - la Juventus ha centrato l'obiettivo storico del terzo scudetto consecutivo. Non le accadeva da 80 anni. Ed ora anche per le istituzioni calcistiche la Vecchia Signora può fregiarsi della terza stella. Per il club bianconero ed i suoi tifosi, invece, sono già 32. In Italia un record dietro l'altro, che hanno lenito le amarezze europee: 17 vittorie in casa (finora) in altrettante partite, meglio dei cugini del Torino nell'anno dell'ultimo scudetto; 93 punti, più di quelli collezionati dalla Juve di Fabio Capello. Nel mirino i 97 dell'Inter del 2006/2007. Solo la Roma è riuscita a impensierire la macchina da guerra preparata da Conte e dal suo staff: con un filotto di 10 successi a inizio stagione e mai doma anche nel finale - almeno fino ad oggi, alla sconfitta di Catania - quando solo un'esile speranza 'aritmeticà la teneva in corsa.

La vera svolta della stagione è stato proprio il ko giallorosso (3-0) allo 'Juventus Stadium', nella prima partita del 2014. È stata l'accelerazione decisiva che ha portato i campioni d'Italia a +8 sulla squadra di Garcia, mentre il Napoli perdeva sempre più quota e le altre finivano lontane anni luce. Due sole sconfitte in tutto il torneo ed un solo momento veramente difficile, l'harakiri di Firenze: 4-2 per la Viola, tre gol subiti in una manciata di minuti, la difesa in bambola, il centrocampo pure. «Ci serva da lezione»: era stato duro con i suoi Conte, come lo sarebbe poi stato forse solo un'altra volta, dopo il 2-2 di Verona, con la vittoria sfuggita al 93'.

«Questa Juventus targata Andrea Agnelli e Antonio Conte regala sempre emozioni incredibili a propri tifosi. Vincere tre scudetti consecutivi è un’impresa», sottolinea l’ad Beppe Marotta, che poi dichiara Pogba «incedibile» come Conte. E il Capitano scioglie il ritiro, e festeggia con squadra e società in un ristrorante torinese. Per la festa vera c’è tempo. E c’è ancora tanto da vincere.

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