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Per la Fulgor un momento atteso da 60 anni

Per la Fulgor un momento atteso da 60 anni

I sassaresi di Cubeddu e Careddu protagonisti di un cavalcata straordinaria verso la Prima categoria

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SASSARI. Ci sono voluti sessant’anni di storia per vedere la Fulgor calcio Sassari promossa in prima categoria. I ragazzi dei mister Costantino Cubeddu e Pierpalo Careddu e del preparatore dei portieri Massimo Secchi, hanno raggiunto il prestigioso traguardo dopo una cavalcata straordinaria, che ha visto i sassaresi vincere 21 partite nell’arco dell’intero campionato. Una macchina da gol ben costruita dalla dirigenza del sodalizio sassarese che tra gennaio e marzo ha ingaggiato nel settore avanzato giocatori di esperienza e classe come Stefano Mannu, Roberto Mura e Gian Luca Valente, che sono andati ad aggiungersi ai vari Alberto Salaris, William Mandas. Mario Cabitta e Salvatore Carta. Ma tutto l’organico è stato costruito con il solo obiettivo di conquistare una promozione inseguita da anni, sempre sfiorata, ma mai raggiunta. Il merito va suddiviso fra tutti i componenti che hanno voluto con forza questo traguardo. Dai portieri: Antonio Ravot e Alberto Satta. Dai difensori: Andrea Dente, Alberto Dau, Luca Medas, Alessandro Taglioli, Michele Perrone, Gabriele Argiolas e Ivan Piras. Ed infine dai centrocampisti: Ameth Athie, Luca Mattola, Luca Lai, Claudio Dia, Antonio Cabras e Simone Porcu. Fondamentale per la conquista della storica promozione la collaborazione tra i componenti della società composta dal presidente Antonello Simula, dal direttore generale Ignazio Paddeu, dal dirigente storico Mauro Figus, e dai dirigenti: Giacomo Addis, Tullio Sechi, Giuseppe Tedde, Giuseppe Più, Isidoro Taglioli, Andrea Sechi, Gaetano Pompili e Matteo Piga. «Adesso dopo i meritati festeggiamenti –dice il dirigente Giuseppe Tedde- tutto lo staff dirigenziale si riunirà per impostare le strategie per la nuova stagione. Obiettivo minimo rimanere in prima categoria, dopo tutta la fatica per arrivarci, abbiamo tutta l’intenzione di rimanerci a lungo. Vorrei anche sottolineare che smentisco nella maniera più categorica, alcune voci ridicole messe in giro ad arte che dicono che vogliamo vendere il titolo perché non saremo in grado di affrontare il campionato di prima categoria».

Piero Garau

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