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Dinamo avanti tra luci e ombre

di Andrea Sini
Dinamo avanti tra luci e ombre

Basket, segnali positivi e qualche incognita dopo la sconfitta di Milano. Travis Diener acciaccato

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MILANO. La convinzione e la forma stanno tornando, il resto - fortuna compresa - arriverà. È mezzo pieno, anche se non certo pienissimo, il bicchiere della Dinamo, che domenica ha perso a Milano giocando a testa alta e ora si prepara a giocarsi il match point per il quarto posto con Brindisi.

Le gioie. L’avvio di gara davanti ai 9 mila del Forum di Assago è stato di quelli che piacciono a Meo Sacchetti: difesa dura sin dai primi secondi del possesso avversario, rotazioni puntuali e grande fluidità del gioco offensivo. Un primo quarto da antologia, nel quale la corazzata Ea7 Armani ha vissuto un incubo. La giostra è durata quel che è durata, è vero, perché la reazione della capolista e il metro arbitrale assolutamente discutibile hanno fatto sì che il +15 dei sassaresi si squagliasse nel giro di metà quarto. Al netto delle recriminazioni, il Banco ha mostrato una vitalità notevole, con almeno un paio di note liete a livello individuale: Eze, pur bloccato dai falli (e da una rapidità che è un’opinione) ha presidiato l’area colorata in modo più che soddisfacente, garantendo punti, rimbalzi e presenza. È tornato sui suoi livelli anche Omar Thomas, reduce da un periodo di appannamento, così come Jack Devecchi, che ha archiviato alla grande il lungo infortunio e ha dato risposte importanti a livello fisico e tecnico. L’ala di Graffignana è un acquisto fondamentale per i playoff.

I dolori. Il mantra è che Travis Diener è la chiave del gioco biancoblù: quando lui gira, la Dinamo è un’altra squadra. A Milano non ha girato affatto, stanco e deconcentrato dopo la nascita della seconda figlia. E poi ha anche avvertito un dolore al solito piede. Augurandosi che non sia niente di grave (oggi gli esami), il punto interrogativo resta, ed è enorme: il play del Wisconsin, che quest’anno ha giocato sui suoi livelli solo una manciata di gare, sarà in grado di prendere il timone in mano quando servirà, ovvero per tutte le prossime partite? E, in caso contrario, Marques Green riuscirà a uscire dall’apatia che spesso lo assale, proprio come domenica?

Gli altri quesiti. Questi interrogativi vanno ad aggiungersi ad altri, che sono però in via di soluzione: oltre a quello, già accennato, su Eze, ci si attende da un momento all’altro l’esplosione di Drew Gordon. Il centro americano, quest’anno bloccato da due infortuni, sempre sul più bello, è ora completamente ristabilito, ha svolto per settimane un lavoro specifico e ora deve “solo” tornare a convincere sul parquet. I segnali arrivati da Assago sono confortanti (6 rimbalzi in 20’ e una buona presenza dopo diverse gare di assenze), ma da Gordon ci si attende che si assesti su cifre da top player.

Il big match. Lo scivolone di Brindisi con Pesaro regala ai sassaresi un’altra chanche per il quarto posto. Per uno scherzo del calendario, lo scontro diretto di domenica in piazzale Segni (il Banco deve vincere di 10) determinerà quale delle due squadre avrà la bella in casa nei quarti dei playoff, dato che è certo che il quarto di finale sarà proprio Dinamo-Brindisi.

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