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Catania e Bologna scivolano in serie B

Catania e Bologna scivolano in serie B

Destini incrociati: vittoria inutile per i siciliani in virtù degli altri risultati, agli emiliani bastavano 3 punti per restare in A

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BOLOGNA. Ci fosse stata anche solo un po’ dell'intensità vista ieri al Dall'Ara, tanto pubblico - quasi 31mila spettatori - un Bologna certamente con i soliti limiti (leggi assenza di uomini gol), ma con la volontà di non arrendersi. Fosse stato così almeno un pezzo del campionato, forse, il finale sarebbe anche potuto essere diverso. Per certo, invece, c'è che il Bologna saluta la serie A insieme al Catania, inutilmente (per lui) vittorioso in trasferta. Ma se per i siciliani ci sarebbe voluto un miracolo di combinazioni, agli emiliani per restare attaccati alla speranza sarebbero bastati tre punti. La gara di Kone, il giocatore ai cui piedi erano rimaste le ultime invenzioni dei rossoblù dopo la partenza di Diamanti, è stata lo specchio della prestazione di tutta la squadra: animo, corsa; ma anche errori, poca lucidità e un po’ di sfortuna. Prima, per troppa foga, provoca la punizione con cui Monzon ammutolisce lo stadio; poi è lui a salvare il Catania, togliendo dalla porta il tiro del possibile pareggio. Lo stadio. O meglio, tre stadi. Perchè sono anche i risultati che cambiano a Reggio Emilia e Cagliari a produrre brusii. Sulla valutazione (e forse anche sulla psicologia) del Bologna, pesa la gara giocata per la gran parte in undici contro dieci dopo l'espulsione al trentesimo del primo tempo di Peruzzi per doppia ammonizione. Il Catania, in vantaggio, ha iniziato a difendersi chiuso. Il Bologna è stato a lungo inoffensivo - nonostante i tanti giocatori offensivi entrati uno dopo l'altro - e quando si è acceso, il palo (Cristaldo, entrato già nel primo tempo per Sorensen) e la traversa (Ibson, entrato per Krhin a inizio secondo) hanno strozzato l'urlo. Urlo arrivato a poco più di dieci minuti dalla fine, quando Morleo ha colpito con un bel sinistro al volo. Non ha esultato, l'esterno. È tornato al suo posto in difesa per riprendere al più presto la partita, riaccendere le speranze contro un Catania già praticamente condannato a prescindere. Passano cinque minuti, gli emiliani protestano per un fallo a centrocampo, Bergessio segna in contropiede. È la fine. Al 90', prima ancora che scorressero i minuti di recupero, la Curva del Bologna (che già aveva esposto striscioni per la permanenza in A e criticato la società) ha iniziato a urlare “Vergognatevi!”. Dall'incitamento costante, ai fischi (applauditi i giocatori del Catania che uscivano). Poi, il silenzio. Gli spettatori sono restati sugli spalti, come storditi, attaccati agli ultimi istanti di A. Sullo stadio, solo il rumore degli elicotteri della polizia. L'ultima colonna sonora, per un doppio saluto alla massima serie.

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