La Torres a Castelsardo per ritrovare fiato e fiducia
Comincia il conto alla rovescia in vista della sfida di andata contro il Forlì Cari chiede una vittoria che cancelli i dubbi del terribile finale di campionato
Comincia oggi la settimana più importante di questa pazzesca stagione della Torres. Una settimana che porterà alla prima sfida playoff col Forlì. Una partita fondamentale per poter tornare a sperare in quel salto di categoria che è sfuggito nell’ultima fase della stagione regolare. Partita fondamentale perché viene giocata in casa e deve assicurare alla squadra rossoblù non solo la vittoria ma anche la possibilità di un risultato numerico che possa consentire al ritorno in Romagna un minimo di tranquillità. Superare la semifinale playoff non solo significa potersi poi giocare il posto al sole in una doppia finalissima contro la vincente di Cuneo-Porto Tolle, ma anche acquisire punti di merito importanti, se non fondamentali, per entrare nel giro di eventuali ripescaggi. Perchè, questo è certo, le finaliste dei playoff godranno di trattamento privilegiato.
Con questi presupposti, dunque, la Torres da domani sarà in ritiro a Castelsardo e vi rimarrà tutta la settimana. A Marco Cari il compito di preparare una della partite più delicate della sua carriera, a Cabeccia e compagni la responsabilità di dare risposte degne di professionisti seri, capaci e consapevoli delle aspettative che una società ultracentenaria e un popolo rossoblù sempre caldo e sinceramente vicino alla squadra si aspettano da loro.
E’ ragionevole pensare che la Torres possa farcela. La storia di questo campionato lo dimostra con la forza dei numeri. La Torres ha chiuso la stagione al dodicesimo posto con 47 punti. Tanti, tantissimi se si considera che le prime 17 giornate, tutto il girone di andata, di punti ne avevano prodotto appena di 15 con l’inevitabile sprofondo in classifica. Poi, rivoltata come un calzino una tutta nuova o quasi, nel girone di ritorno ha saputo costruire una serie incredibile di risultati positivi che l’hanno portata, a quattro giornate dalla conclusione, a conquistare quell’ottavo posto che significava l’accesso diretto alla nuova Serie C.
Una striscia incredibile di 9 vittorie e quattro pareggi. Poi, inatteso, improvviso, quasi inspiegabile, il crollo che ha vanificato tutti gli sforzi compiuti e ha portato all’esclusione dalla promozione diretta e alla conquista, peraltro sofferta, del diritto a disputare l’appendice degli spareggi.
Su cosa sia accaduto a una squadra che sembrava quasi imbattibile non mancano supposizioni e anche illazioni. Probabilmente sono tante le cause dell’inversione di tendenza. Soprattutto gli infortuni di giocatori importanti (Filippini, Cortellini, Migliaccio), qualche squalifica di troppo in un momento topico del campionato (Ciotola), un calo di tensione collettivo naturale dopo uno sforzo eccezionale e vincente, un calo fisico anche questo possibile quando si è stati costretti a dare tutto in tredici giornate e magari, per molti dei nuovi arrivati, senza avere nelle gambe una preparazione adeguata. Tutto possibile, tutto probabile.
Adesso la cosa più importante è che la squadra ritrovi, oltre alla forma fisica, anche la compatezza e la determinazione di quei tre mesi magici che hanno fatto sognare.
Daniele Doro