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Il Banco è già entrato nel clima playoff

di Roberto Sanna
Il Banco è già entrato nel clima playoff

Contro l’Enel Brindisi, nel momento più dificile, la squadra di Meo Sacchetti ha ritrovato l’orgoglio e il feeling con i tifosi

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SASSARI. Se era una prova generale è riuscita abbastanza bene. I playoff, ovvio, saranno tutta un’altra cosa, e non è nemmeno più un’avventura da scoprire perché il Banco sta cominciando a essere veterano e può anche vantarsi di aver sempre centrato la post-season in tutte le sue stagioni in Serie A: quattro su quattro, passando anche per due diverse gestioni della società a rafforzare il discorso della continuità. Difficile indicare un obiettivo, ma la sanguinosa gara7 persa contro Cantù l’anno scorso ha lasciato una sete di rivincita che solo le vittorie possono soddisfare. Anche il quarto posto nella regular season non è un risultato da sottovalutare, vista la stagione impegnativa vissuta da una squadra che a volte ha fatto disperare, altre ha lasciato insoddisfatti, forse poteva perdere qualche partita in meno (12 sconfitte non sono poche) ma ha comunque raccolto tanto: in Italia ha vinto la Final 8 e chiuso al quarto posto la regular season, in Eurocup è arrivata agli ottavi di finale. Ora i playoff, che certamente possono aggiungere o togliere tanto a questo primo bilancio.

Il clima. Quando il Banco si è ritrovato a -11 il palazzetto e la squadra si sono ritrovati, hanno riacceso quel feeling che quest’anno a volte è mancato. Con la gente che urlava e si dimenava in tutti i settori e i giocatori che si rivolgevano ai tifosi per cercare energia e prodursi in un break (puntualmente arrivato: 20-3) il clima è stato molto simile a quello che serve durante i playoff. Se davvero il fattore campo deve essere un qualcosa che dà una mano alla squadra nei momenti topici, ieri ci siamo andati molto vicini. Lunedì si comincia all’insegna del “win or go home” che piace tanto alla Nba, dove la regular season è una cosa e i playoff un’altra (e quest’anno le sfide sono davvero incandescenti). Niente potrà, purtroppo, cancellare la delusione dell’anno scorso. Ma se serviva un’avversaria capace di incendiare ancor di più a livello emotivo il primo turno, l’Enel Brindisi, dopo Cantù, è sicuramente la squadra giusta per il Banco di Sardegna e i suoi tifosi.

La squadra. L’opinione comune nell’ambiente e nei pronostici, senza essere nemmeno troppo originali, è che la migliore Dinamo è quella col miglior Travis. Parliamo dei livelli della Coppa Italia, quando i biancoblù erano veramente una squadra in missione. I playoff sono un’altra storia in tanti sensi: immaginiamo solo, dopo quella vittoria contro l’Armani, doversi alzare la mattina successiva pensando di dover battere la stessa squadra altre tre volte per giunta cambiando campo. Qui è anche una questione di resistenza fisica e nervosa e in questo senso la lunga stagione europea non può che aver giovato alla Dinamo, che da ottobre ai primi di marzo ha giocato ogni tre giorni con trasferte che sembravano eterne e trasferimenti massacranti. Il roster lungo non potrà che pagare in un’occasione come questa, a parte che ognuno accetti il suo ruolo e privilegi la squadra.

L’aggiunta. Ieri, tra le note positive, si è rivista una situazione che nelle Final 8 ha fatto la differenza: Travis Diener e Marques Green insieme che diventano un’aggiunta devastante per gli avversari. Perché ormai è chiaro che isolare Drake sarà l’obiettivo di tutte le difese e qualcos’altro bisognerà inventarselo, anche per non costringere il probabile Mvp del campionato a patire più del dovuto a livello fisico le attenzioni degli avversari.

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