Latte Dolce col sorriso verso il big match
Domenica (gara unica) a Sassari il derby dei playout col Selargius. Solo una delle due l’anno prossimo giocherà ancora in D
OLBIA. Si volta e sorride. Il passato per lui è stato un qualcosa di stupendo, da conservare nel grande album delle storie straordinarie. Poi torna a guardare avanti e il suo stato d’animo cambia, si fa decisamente meno sereno, collocandosi a un passo dalla malinconia. Pino Scanu si mostra enigmatico. Da una parte ringrazia e si dichiara orgoglioso, dall’altra appare stanco e con tanto bisogno di rifletterci su. Il presidente dell’Olbia, a quattro anni dalla rifondazione, sembra trovarsi davanti a un bivio: lasciare o rimanere. L’eliminazione dai playoff, maturata domenica a San Cesareo, non c’entra nulla. Pino Scanu piuttosto sembra sentire la mancanza di attenzioni dalla città. Dal singolo olbiese e dalle istituzioni.
Soddisfazioni. La prima cosa che dice è questa: «Sono fiero e orgoglioso della mia Olbia». Il riferimento è a quanto costruito in questo primo anno in serie D. «Ringrazio i ragazzi e gli allenatori. È stato un anno intenso e particolare, non so quante altre squadre avrebbero fatto altrettanto – commenta Pino Scanu -. Nonostante l’eliminazione dai playoff, sono contento perché abbiamo concluso il campionato al quarto posto. Abbiamo passato una crisi e anche l’alluvione, ma siamo riusciti ad arrivare comunque in alto. Queste sono cose che ti rendono felice. Poi penso anche ad altre cose, come per esempio Aloia in nazionale under 17, Pozzebon vice capocannoniere, Taras e Doddo in rappresentativa nazionale. Senza contare gli ottimi risultati raggiunti dall’intero vivaio».
Solitudine. La squadra è già in vacanza. Intanto la dirigenza presto si incontrerà per parlare di futuro. Ma è qui che impazzano gli interrogativi. «Sono stati quattro anni di sacrifici economici e umani. Lo abbiamo fatto per amore della squadra e di tutta la comunità – spiega il presidente -. Ma penso che la città debba cominciare a rispondere. Ogni domenica, allo stadio, vedo sempre le solite poche persone. E meno male che ci sono gli ultrà, che ringrazio particolarmente per essere sempre vicini alla squadra. Però se vogliamo costruire qualcosa di davvero importante c’è bisogno di maggiore attenzione da parte di tutti. La nostra è una missione sociale, visto che abbiamo 300 iscritti». La domenica, mediamente, lo stadio Bruno Nespoli richiama circa 300 persone. Troppo poche per una città di 60mila abitanti. «Il tifo ti stimola ad andare avanti. Ma ci sentiamo quasi soli in questa avventura – continua Scanu -. Stesso discorso per quanto riguarda le istituzioni. Capisco il patto di stabilità e il periodo, ma abbiamo bisogno di un impegno maggiore. Noi abbiamo dato tutto, ma per il futuro potremmo rivedere certe cose». Della serie: mai dare nulla per scontato.
Grazie, Tariko. Scanu, però, preferisce non sbilanciarsi troppo su conferme o dimissioni. Al momento però ringrazia il magnate Roustam Tariko, grande finanziatore del sogno bianco. «Sicuramente continuerà a impegnarsi per l’Olbia. Si fida di noi ed è contento del nostro lavoro. Per questo lo ringraziamo tantissimo, senza di lui tutto sarebbe stato molto più difficile – confessa Scanu -. Ringrazio anche tutti gli altri sponsor. Però ripeto: abbiamo bisogno anche del singolo tifoso. Non ne faccio una questione di soldi, ma di amore verso la squadra».
Partenze e conferme. Per quanto riguarda l’allenatore, la società è contentissima del lavoro di Oberdan Biagioni, che nel girone di ritorno ha conquistato 32 punti contro i 35 del Terracina. E probabilmente verrà riconfermato. Per i giocatori le partenze saranno diverse. Come è noto da tempo sicuramente partiranno Demiro Pozzebon, Alessandro Aloia e Ivan Varone, richiesti da club di serie superiori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
