Silvestri mette la Juve nel mirino
Il portiere del Cagliari alla presentazione del Rally di Sardegna: «Una chance da prendere al volo»
CAGLIARI. Coca cola ghiaccio e limone. Il brindisi al Rally di Sardegna che approda in città e alla riconferma con la maglia rossoblù. Marco Silvestri svela una tempra genuina.
«Spero si trovi l’accordo: a Cagliari mi sono trovato molto bene, ambiente, società, squadra e tifosi mi sono stati vicini da subito». L’entusiasmo del predestinato: Ermes Fulgoni, scopritore tra gli altri di Buffon, lo dice da quando è approdato tra gli azzurrini: «Silvestri è il più forte, in campo si esalta». Marco sorride. Emiliano, classe ’91, villetta al Poetto, il nome della fidanzata Sofia tatuato sul braccio, è pronto a sposare l’approdo del Rally in via Roma («Iniziativa ottima per far viaggiare ovunque le potenzialità dell’isola»), ha un rammarico: «Mi dispiace aver saltato la partita con il Chievo per la squalifica rimediata a Napoli. Sto iniziando, in questa fase una presenza in più in serie A per me conta eccome».
Passo indietro, ma Pandev l’ha toccato? «Ero convinto di arrivare prima sulla palla ma lui è stato rapido e l’ha spostata con la punta. Il contatto c’è stato. In questi casi, il rigore ci sta mentre per noi portieri l’espulsione è eccessiva. E verificherei se l’attaccante sposta la palla verso lo specchio della porta o all’esterno. Le conseguenze sono ovviamente diverse».
Così ha saltato il faccia a faccia con Agazzi. «Pazienza. Il confronto mi interessa tanto quanto. Mentre avrei dato qualsiasi cosa per giocare. Quando cominci anche 10’ fanno la differenza. Se hai la chance giusta devi prenderla senza esitazioni. Dopo il debutto positivo dovevo capire per primo quali sono le mie risposte».
E adesso c’è la Juve. La società punta di su lei. «Sì? Speriamo. Allo Juventus Stadium non ci sono mai entrato. Ho visto in tv: una struttura spaziale. Sarà emozionante, c’è il tutto esaurito, festeggiano lo scudetto». Molta festa e poco calcio. «No. Intanto vogliono chiudere bene, cercano il record dei punti e di fronte ai loro tifosi non mollano mai. Sarà partita vera al cento per cento. Ma noi siamo pronti». Teme di più il gioco aereo o le incursioni palla a terra? «Tevez rasoterra è imprevedibile e più pericoloso di Llorente. Inoltre, Rossettini e Astori concedono poco su cross o traversoni. A proposito di Astori, mi sembra davvero assurdo che non parta per i mondiali». Ha già sentito il Cagliari per il futuro? «Se ne parla a fine giugno. Il mio procuratore Romano è fiducioso. Dovrei avere un triennale».
-Silvestri, siete testimonial del Rally di Sardegna. Perché? «Mi piacciono i motori. Poi, è un evento mondiale che richiama tanti appassionati. Il centro di Cagliari dà sul mare, l’esibizione del 5 giugno ricorderà Montecarlo. Derapate, musica, stand – conclude il portiere del Cagliari –: un grande spot per la Sardegna».
Mario Frongia
