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Tutti gli amori finiscono Cellino vende agli yankee

di Roberto Muretto
Tutti gli amori finiscono Cellino vende agli yankee

Il presidente annuncia la cessione del Cagliari a un misterioso fondo Usa

29 maggio 2014
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CAGLIARI. Quando una trattativa si conclude, c’è sempre una parte che vende e un’ altra che compra. Nel caso della cessione del Cagliari Calcio, si sa che Massimo Cellino ha ceduto il pacchetto azionario a un fondo americano anonimo. Nemmeno adesso che l’operazione è conclusa la cordata ha svelato il proprio volto. «E’ questione di pochi giorni - ha detto da Miami Luca Silvestrone, intermediario degli investitori a stelle e strisce -, giusto i tempi tecnici necessari per costituire la società che perfezionerà l’operazione».

Le cifre. Tre ore intense attorno a un tavolo dove si sono seduti Massimo Cellino, insieme all’avvocato Accardi (suo legale di fiducia), Luca Silvestrone e l’archistar Dan Meis, che si occuperà della progettazione del nuovo Sant’Elia, incaricato dal fondo di condurre l’operazione d’acquisto. La fumata bianca è arrivata quando in Italia erano le 6,30 del mattino. Una stretta di mano tra le parti e carte nella borsa degli avvocati. Gli americani verseranno nelle casse del patron rossoblù una cifra che oscilla tra 75-85 milioni di euro. Il pacchetto, oltre al club, prevede il Centro sportivo di Assemini e i terreni di Santa Caterina a Elmas. Ma non la sede di Viale La Playa. «E’ un mio ricordo personale - ha detto Cellino poco prima di andare a dormire - La darò in affitto alla nuova proprietà, tranne l’ultimo piano, dove terrò gli uffici della mia società».

I dettagli. «Nei contratti sarà inserita una clausola - ha rivelato Silvestrone -. Gli accordi saranno rivisti se dovessimo avere problemi insormontabili con la burocrazia per lo stadio. E’ stato Cellino a fare questa proposta , anticipando una richiesta che comunque noi avremmo fatto. Questo passaggio ha colpito molto gli investitori, perchè hanno capito che in questa operazione il presidente sta anteponendo gli interessi della Sardegna sportiva a quelli personali». La riunione tra le parti è filata liscia. Non ci sono state tensioni. Cellino e Meis si sono trovati d’accordo su tutto. «Dal pagamento di una caparra - ha aggiunto Silvestrone - all’ingresso nella società a scaglioni».

Cellino. Non era un sorriso di circostanza quello stampato sul volto del presidente del Cagliari al termine dell’incontro. «Sono felicissimo - le prime parole -, spero che facciano fare a loro ciò che a me è stato impedito (il riferimento alla vicenda stadio è sottinteso ndr). L’accordo lo abbiamo raggiunto perchè da ambo le parti c’era la volontà di chiudere in fretta. E’ stata abozzata una lettera d’intenti che prevede l’ingresso in società del fondo americano per gradi». Il patron ha glissato sulle cifre. «Non dico nulla ma il punto non erano i soldi. Che Dio li benedica, spero che facciano grandi cose. Il Cagliari resterà sempre nel mio cuore».

La telenovela. Dopo 22 anni, Cellino lascia il timone del club. Anche se fino a quando non ci saranno le firme sui contratti, tutto può accadere. Erano mesi che si parlava della cessione del club. Prima sembrava che gli arabi fossero a un passo dall’acquisto, dopo sono entrati in gioco gli americani e infine la Fluorsid. La società che fa capo a Tommaso Giulini (ex consigliere dell’Inter), da sempre legato alla famiglia Moratti. Giulini ha provato a bruciare sul tempo il fondo degli States, ma ha presentato una proposta ritenuta inadeguata dal presidente. Prima 30 milioni di euro e successivamente un rilancio fino a 38. Niente da fare, Cellino ha detto no perchè ha capito che l’imprenditore milanese non poteva spingersi più in la e sarebbe stato inutile tenere in piedi una doppia trattativa.

L’aspetto tecnico. Ora c’è da scegliere l’allenatore e entrare nel merito del mercato. «Lavoreremo insieme a Cellino - ha detto Silvestrone -, la sua esperienza in questa prima fase sarà preziosa. Al momento non sono in grado di fare nessuna anticipazione, ma ai tifosi dico che non abbiamo nessuna intenzione di fare un investimento così importante per poi fare brutte figure sul campo. Ranieri in panchina? Un’idea suggestiva, vedremo». I tifosi sono in fibrillazione e si aspettano grandi cose. E’ ora di passare dalle parole ai fatti.

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