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Dai tiri sulla sirena alle grandi rimonte: non si molla mai

di Andrea Sini

I biancoblù mutano pelle e scoprono una nuova dote Dal -16 in Coppa Italia ai super recuperi con Brindisi

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INVIATO A MILANO. Dai tiri impossibili alle rincorse improbabili, dal buzzer beater alle rimonte costruite con calma, sicurezza e determinazione. La Dinamo cambia pelle e dopo le tante vittorie sulla sirena della scorsa stagione, quest’anno ha acquistato l’esperienza per riuscire a galleggiare nei momenti di difficoltà, per poi risalire la china e, come spesso è avvenuto, riprendersi le partite.

La legge del 13. Domenica sera al Forum di Assago l’Armani ha letteralmente dominato i primi due quarti: i sassaresi non sono riusciti a difendere al meglio e in attacco si sono presto incartati. Gentile e compagni sono volati sino al +13 (38-25) nel secondo quarto, ma la Dinamo ha avuto la forza di non farsi travolgere dalla piena; è andata al riposo sul -9 per poi costruire la vittoria con un terzo quarto strepitoso. Era stato di 13 punti anche il massimo vantaggio toccato dall’Enel Brindisi in gara 3 dei quarti di finale, appena una settimana fa. Dal 63-50 siglato da Campbell in avvio dell’ultimo quarto, i sassaresi furono bravi a limitare immediatamente il passivo con una tripla di Chessa, per poi ribaltare la situazione e arrivare sul traguardo a braccia alzate, sul punteggio di 75-82 che valse il 3-0 nella serie e il passaggio in semifinale.

Il numero 13 ricorre anche in quella che per molti anni verrà ricordata come “la partita”: il 7 febbraio, proprio sul parquet di Assago, la squadra di Sacchetti riuscì nell’impresa di eliminare nei quarti della Coppa Italia la superfavorita Milano con una prova molto simile a quella di domenica sera: sotto di 13 alla fine del primo quarto (24-11), i biancoblù scivolarono sino al -16 (29-13) ma riuscirono ad arrivare all’intervallo con un accettabile gap di 8 punti (38-30). Poi vinsero il match 80-82 grazie a due quarti strepitosi, nei quali realizzarono 52 punti.

Due giorni fa Marques Green e compagni hanno fatto addirittura meglio, mettendo a segno 59 punti nei secondi 20 minuti di gioco.

Le altre rimonte. Tralasciando le imprese in Eurocup (su tutte quella con Bamberg), quest’anno in campionato la Dinamo ha messo a segno altre spettacolari rimonte: per esempio quella di tre settimane fa al PalaSerradimigni contro Brindisi, nell’ultimo match della stagione regolare. I sassaresi avevano l’obbligo di vincere di 9 punti per conquistare il quarto posto ma al 16’ si trovavano sotto di 11, 27-38: di fatto, dunque, con 20 punti da recuperare.

La rimonta venne completata alla grande e il match si chiuse sul 97-78. Notevole anche il recupero su Avellino, lo scorso novembre, dal -12 dell’inizio del terzo quarto al 78-75 finale. E 12 punti, per restare in tempi recentissimi, sono stati rimontati anche all’Acea Roma un mese e mezzo fa: dal pessimo avvio (10-22) alla chiusura vincente sul punteggio di 82-71.

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