«Siamo mancati nel tiro da tre punti ma faccio i complimenti ai ragazzi»
SASSARI. E' stato premiato con una torta gigante per le 200 partite da coach in Serie A. Meo Sacchetti, prima della partita ha ricevuto un caloroso applauso per una carriera ricca di successi. Lui,...
SASSARI. E' stato premiato con una torta gigante per le 200 partite da coach in Serie A. Meo Sacchetti, prima della partita ha ricevuto un caloroso applauso per una carriera ricca di successi. Lui, schivo a questo tipo di cerimonie, ha preso la maglietta celebrativa, ha infilato un dito nella torta al cioccolato ed è tornato in panchina, ringraziando. Ha vissuto la gara con la solita serenità, c'è stato solo un momento nel quale ha perso l'aplomb, ed è stato quando per due volte non è stato fischiato fallo su Caleb Green. Gli arbitri lo hanno graziato, evitandogli il tecnico che forse avrebbe meritato. La Dinamo non è stata brillante come in gara 2, ha sbagliato moltissimo ma anche perché Milano ha limitato le sue bocche da fuoco, soprattutto Drake Diener. I biancoblù hanno avuto il grande merito di portare la squadra di Banchi all'overtime, perdendo una partita che a un certo punto sembrava sorridere ai sassaresi.
«Non si può essere soddisfatti dopo una sconfitta - dice subito Sacchetti che si presenta in sala stampa quando la partita è finita da appena un quarto d'ora -, però ai ragazzi non posso rimproverare nulla perché hanno dato quello che avevano. Siamo mancati nella normalità soprattutto nel tiro da tre e nonostante questo abbiamo rimesso in piedi una sfida che sembrava già andata. Ci sono stati anche degli episodi che non ho capito ma non dico nulla e guardo avanti».
Sacchetti maschera bene la delusione e spiega che proprio dopo questa sconfitta la sua squadra può convincersi che la serie è più aperta che mai. «Se siamo rimasti in partita, giocando anche un overtime, vuol dire che ce la possiamo fare. E' chiaro che dobbiamo migliorare al tiro, ma sono convinto che i ragazzi sapranno superare la delusione per una sconfitta arrivata sul filo di lana. Solitamente non tiriamo così male due partite di fila».
Meo è tutto sudato. Ha sofferto e creduto di portarsi sul 2-1. «Abbiamo avuto per due volte palla in mano per fare il break ma non siamo stati capaci di fare canestro. Nel supplementare un po' la lucidità viene meno ed è una cosa normale. Però ho detto ai giocatori che non bisogna pensarci più e guardare oltre. Riposarsi e concentrarsi sul match di giovedì. Mi conforta che siamo stati bravi a difendere con attenzione e grazie a questo siamo riusciti a rientrare nell'ultimo quarto. Ed è anche vero che quel tiro da tre di Gentile, rimbalzato sul ferro e poi finito dentro, è stato determinante>. Meo se ne va, sarà una notte agitata.
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