«Serie apertissima il canestro non avrà sempre il tappo»
I biancoblù dalla delusione alle nuove certezze Sacchetti jr: «Il tiro resta la nostra arma principale»
SASSARI. Delusione, voglia di rifarsi immediatamente e alcune certezze sempre più granitiche: la serie con Milano è tutt’altro che finita. In casa biancoblù la sconfitta di martedì sera è stata archiviata immediatamente senza particolari strascichi. I musi lunghi del dopogara, già ieri sono stati sostituiti dal solito atteggiamento concentrato ma sufficientemente sbarazzino.
«Perdere in questo modo fa male – ha commentato Brian Sacchetti –. Ci siamo giocati questa partita su alcuni episodi che non ci sono stati favorevoli. Un po’ per i nostri errori, un po’ per la bravura dei nostri avversari e un po’ anche per la sfortuna. Ma anche questa è un elemento che fa parte del gioco e la buona sorte va aiutata. Di certo noi non abbiamo tirato i remi in barca neppure dopo essere andati sotto di 15, con il tiro da fuori che non entrava mai e con tutte le difficoltà del caso».
Nessun contraccolpo dal punto di vista del morale, dunque. Sacchetti junior giura di no. «Dopo una sconfitta come questa c’è da mangiarsi le mani. Ma al di là della delusione, da questa partita portiamo a casa qualche certezza in più. Il fatto di avere perso soltanto all’overtime contro una corazzata come l’Armani, in una serata con percentuali disastrose al tiro, ci da la conferma che siamo sulla strada giusta. Siamo stati bravi a recuperare il gap e a tornare in partita».
Il canestro sembrava “tappato” davvero per tutti i biancoblù. «Serate come questa ogni tanto capitano – dice ancora il numero 14 sassarese –, ma non dobbiamo snaturare il nostro modo di giocare. Anche se è in serata no, come fai a chiedere a un Drake Diener o a un Caleb Green di non prendersi un tiro da fuori? Loro sono in grado di incendiarsi in qualsiasi momento ed è giusto continuare sulla nostra strada. La serie è lunga, c’è tempo per rifarsi».
«Sì, abbiamo rifiatato un attimo – conferma Drew Gordon – ma il fatto di tornare subito in campo è positivo, perché ci si lascia alle spalle le serate negative. Se in gara3 abbiamo tirato malissimo, penso proprio che nella prossima partita saremo on fire, perché nella nostra squadra ci sono tanti grandi tiratori e tanti uomini di talento che difficilmente sbagliano due serate di fila. Il lavoro sotto canestro? Faccio quello che posso, Samuels è un osso duro ma Milano ha tantissime soluzioni».
«È vietato considerare chiusa questa serie – avverte Omar Thomas, che con un ultimo quarto a livelli spaziali ha guidato la rimonta della Dinamo dal meno 15 –. Come vedete ognuna di queste partita ha una storia a sè, quindi bisogna effettivamente cancellare tutto quello che è successo sinora, sia di buono che di cattivo e guardare avanti. Sarà una serie molto lunga, non bisogna mai abbattersi nè esaltarsi. Io cose buone ne ho visto parecchie, nonostante la sconfitta. E non è vero che senza il tiro da tre non siamo nulla: lo dimostra il fatto che nonostante percentuali pessime siamo andati a un tanto così dalla vittoria». (a.si.)
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