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Dettori tiene il passo delle Wrc

Dettori tiene il passo delle Wrc

«Siamo soltanto a metà percorso, per il momento va tutto bene»

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ALGHERO. Straordinari Giuseppe Dettori-Carlo Pisano (Mitsubuishi Evo IX N), che chiudono la prima giornata di gara in una splendida 21esima posizione assoluta a ridosso delle WRC e primi della classe di gruppo N di produzione. Oltre l'eccezionale risultato del pilota arzachenese nel Rally Italia Sardegna WRC 2014 c'è da registrare anche il 27° posto della coppia Piano-Cottu (pilota corso e navigatore nuorese) mentre gli altri piloti sardi sono in difficoltà (ma era nelle aspettative delle vigilia). Si sono ritirati Francesco Marrone e Francesco Fresu e stessa sorte è toccata a Donadio-Tilocca.

Il mondiale Rally Italia Sardegna WRC 2014 ha regalato una giornata infernale, e non solo per il vento caldo che ha tolto il respiro a tutti i piloti in gara, ma non ha fermato Dettori: «Siamo andati tranquilli stando attenti a non fare danni alla vettura. Lo scopo era quello di preservare la macchina e ci siamo riusciti riuscendo anche a fare dei buoni tempi dove era possibile. Le vetture di gruppo N, oltre essere meno potenti, sono anche meno resistenti e quindi vanno guidate con più attenzione»

Che gara gara sarà la vostra?

«Domani sara ancora dura. C'è la tappona da sessanta chilometri, che io non ho mai fatto. La stanchezza, visto che non gareggiavo da un anno, sarà la vera incognita di questa prova speciale che potrebbe decidere il rally».

Non è andata bene invece all'altro veterano del rally mondiale sardo ( ha corso tutte le edizioni) il pilota di Buddusò, Francesco Marrone, costretto al ritiro nella seconda speciale ma pronto e rientrare oggi in gara con la formula del superally. «Ci siamo ritirati perchè dopo un salto avevamo perso la slitta di protezione e ci era esploso l'ammortizzatore. Cerano altre sei speciali senza assistenza e abbiamo fatto la scelta di ritirarci e ripartire domani (oggi ndc). Erano delle speciali veramente dure e impegnative e i ritiri di tanti equipaggi lo dimostrano».

Roberto Spezzigu

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