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Il Banco è di casa al Forum e gela ancora l’Armani Milano

di Roberto Sanna
Il Banco è di casa al Forum e gela ancora l’Armani Milano

Grandissima prova dei biancoblù che allungano la serie: domani a Sassari si gioca gara6 Partita sempre in bilico, Travis sigla il sorpasso e Marques Green non sbaglia i liberi

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INVIATO A MILANO. In casa giochiamo noi. Assago non è l'ultima fermata, la semifinale contro l'Armani si sposta ancora al PalaSerradimigni per gara6, il Banco non è ancora pronto per uscire da questo campionato. C'è ancora vita per la Dinamo e c'è ancora una partita da giocare, domani sera, in una serie dove se ne sono già viste tante e ancora tante se ne devono vedere: quattro vittorie in trasferta, un supplementare, un match-ball clamorosamente mancato dalla squadra che doveva ammazzare il campionato e invece ieri non è riuscita a chiudere la serie quando sembrava, ancora, che tutto fosse pronto per la festa. Invece la festa la fanno quei pochi, coraggiosi e folli tifosi sassaresi che hanno avuto il coraggio di seguire la Dinamo e cantano a squarciagola sulla testa di 12mila milanesi che sfilano a capo chino verso l'uscita.

Mai paura. Il Banco porta a casa gara5 perché non ha mai avuto paura di perderla. L'ha affrontata col giusto atteggiamento, ha scelto il ritrmo giusto, ha difeso, non si è intestardito col tiro da tre punti quando la palla non entrava. Ha saputo soffrire nel momento orribile fra il terzo e l'ultimo quarto, quando l'Armani è riemersa con un parziale di 11-1 riprendendo l'inerzia della partita. Ma nell'ultimo quarto, quando i canestri contavano, quando il Banco doveva segnare per non morire e Milano doveva metterla dentro per chiudere la serie, una squadra si è fermata e l'altra è passata avanti: a 4' dalla sirena il Banco era sotto di 5 (60-65), a 1' dalla fine era avanti 70-67. Con una raffica di quello che fino a quel momento era stato uno dei peggiori, Travis Diener, ma che Meo Sacchetti aveva insistito a tenere in campo sperando che prima o poi si sbloccasse. E ha avuto ragione.

Partita a scacchi. Stavolta la Dinamo ha mischiato le carte rispetto alle altre partite. Meo Sacchetti ha cominciato con un quintetto inedito (Travis, Drake, Devecchi, Caleb Green ed Eze), ha tenuto quasi sempre in panchina Thomas, non ha praticamente mai utilizzato il quintetto piccolo e nemmeno un accenno di difesa a zona. Il primo tempo è stato fondamentale per tenere la partita aperta, una sola palla persa a bilanciare le pessima percentuali da tre punti (2/9 all'intervallo, 9/27 alla fine) e nell'ultimo quarto una grandissima presenza a rimbalzo ha ribaltato una situazione che per tre quarti era stata solo milanese. E Devecchi sulle piste di Gentile sin dalla palla a due ha tolto ritmo al capitano milanese, in difficoltà contro un giocatore più piccolo ma capace di stargli addosso sul palleggio in avvicinamento. Se c'è stato un uomo chiave in questa vittoria, è stato sicuramente il Ministro della Difesa che ha portato alla causa anche 8 punti, 3 rimbalzi, un recupero e nemmeno una palla persa.

L'equilibrio. Una partita durissima, con gli arbitri che non hanno mai regalato nulla. E col Banco che l'ha vinta portando Milano proprio dove poteva essere un terreno minato: costringendola, cioè, a dover segnare per forza per vincere. Passato il momento brutto grazie a Caleb Green, la Dinamo ha sfidato Milano a viso aperto e dalla lunetta non ha mai tremato con Drake e Marques Green che come in Coppa Italia ha messo dentro i liberi decisivi. Langford, invece, ne ha sbagliato uno sul 72-69 lasciando aperto il minibreak biancoblù e la preghiera di Gentile da metà campo non è andata.

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