Devecchi, la rivincita dell’uomo mascherato
INVIATO A MILANO. L’asso calato quando non c’è più da bluffare, il super-eroe che indossa la maschera e fa felice i bambini, i grandi e pure l’allenatore. Che infatti ha detto: «Jack Devecchi ha...
INVIATO A MILANO. L’asso calato quando non c’è più da bluffare, il super-eroe che indossa la maschera e fa felice i bambini, i grandi e pure l’allenatore. Che infatti ha detto: «Jack Devecchi ha giocato una grande partita, sono felice per lui ma soprattutto per me». Le parole di Meo Sacchetti negli spogliatoi del Forum sono il fiocchetto sulla grande prestazione dell’ala biancoblù. Schierata in quintetto al posto di Thomas per scompaginare i piani dell’Olimpia, investito della “missione” di far incollarsi ad Alessandro Gentile, il giocatore che sino a gara 4 aveva impresso il segno su profondo su questa semifinale.
«Non ho pescato a casa – ha spiegato il coach sassarese –, ho fatto questa scelta perché lui è il miglior difensore che ho in squadra». E allora via alla difesa tipo bostik sulla stella milanese, ma il capolavoro di Devecchi è stato il grande contributo dato in fase offensiva: due triple messe in un momento di grossa difficoltà dei sassaresi a muovere il punteggio (in tutto 8 punti segnati in 22 minuti) e il capolavoro di tre rimbalzi offensivi uno in fila all’altro, strappati volando alla sua maniera sulla testa di giocatori ben più alti e prestanti di lui.
«La fiducia in casa nostra non manca mai – ha detto Devecchi a fine gara –. Meo ci chiede di tirare tutte le volte che c’è lo spazio per prendere un buon tiro. Quindi la palla non pesa e ognuno gioca con la massima tranquillità».
L’uomo mascherato che risponde presente e fa felice il coach, ha anche un conto aperto con la fortuna. Tre infortuni (e mezzo) in una stagione sono roba da abbattere un toro. Alla seconda giornata la lesione muscolare all’adduttore, durante la gara in casa con Cantù, che ha mandato all’aria l’eccellente lavoro fatto in un precampionato in cui aveva saputo incidere anche in attacco. Dopo il faticoso recupero, la nuova tegola con l’infrazione al gemello mediale subita in allenamento a fine febbraio; infine, in gara2 dei playoff contro Brindisi, lo scontro con Snaer che gli è costato la rottura del setto nasale. Così nelle successive sei gare Devecchi ha indossato una maschera protettiva confezionata su misura nel giro di poche ore. Che non lo infastidisce, giura, ma non gli ha evitato un ulteriore colpo fortuito, subito da Gordon nel riscaldamento di gara3. Colpi da tutte le parti e mai un passo indietro, al massimo un tuffo sull’ennesima palla vagante. È dura la vita dei supereroi.
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