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Il Banco oggi prova ad allungare il sogno

di Roberto Sanna
Il Banco oggi prova ad allungare il sogno

Alle 20,30 gara6 con Milano, biancoblù costretti a vincere

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INVIATO A MILANO. Se non ti dà la carica un’impresa come quella di gara5, se non vai in campo col pensiero dei 12mila del Forum che escono a capo chino dileggiati da poche decine di sassaresi appollaiati in balconata, se non pensi che giocare in casa è comunque un vantaggio, allora non si capisce di che cosa dovrebbe aver bisogno il Banco stasera al PalaSerradimigni per battere ancora Milano e allungare la semifinale fino al limite estremo di gara7. Giocarsi tutto mercoledì in una roulette folle è l’obiettivo e nello stesso tempo il sogno di stasera, per una squadra che non ha ancora smesso di stupire.

Rispetto. L’Armani Milano resta la favorita di questa semifinale (è pur sempre avanti 3-2 e ha l’eventuale gara7 in casa)e anche per lo scudetto, ma vincendo per la terza volta quest’anno ad Assago la Dinamo ha lasciato un segno indelebile e si è guadagnata il rispetto dell’Olimpia. Una sconfitta sanguinosa per i milanesi, con la festa già pronta (e abortita), il parterre pronto per la movida del sabato che sfila via veloce, un altro viaggio in Sardegna imprevisto e allestito in fretta e furia. Oggi è un’altra cosa, può finire in qualunque modo, eppure vincendo gara5 il Banco ha scritto un pezzo di storia e firmato una partita che verrà ricordata negli anni. Una volta di più, la grande Milano sa che per eliminare la Dinamo dovrà giocare una partita di altissimo livello. E sa anche che la Dinamo, in qualunque momento, può esplodere in un parziale devastante.

L’atteggiamento. Se la Dinamo non ha avuto paura sabato non può tremare oggi. L’atteggiamento ha fatto la differenza, i biancoblù hanno avuto la faccia tosta di andare a fare la partita in casa degli avversari e addirittura di farla modificando il proprio gioco, accettando di difendere come base di partenza. Adesso Meo Sacchetti chiede qualcosa in più in attacco, perché sa che la sua squadra per vincere a un certo livello non può prescindere da alcune esplosioni importanti quando ha la palla in mano. Di sicuro, la Dinamo ha cominciato a difendere meglio e questo ha pagato in termini di equilibrio delle partite. Quello che non deve fare è pensare che oggi è comunque un’elimination game e se perde la stagione è finita.

La partita. Siamo a gara6 di semifinale playoff con una formula e un ritmo che continuano a sembrare folli. Per Milano è l’undicesima partita in 21 giorni, per la Dinamo la nona. Al di là della profondità dei roster, è chiaro che più si va avanti più cominceranno a contare fattori come la resistenza alla fatica o la capacità di sopportare la pressione. Significa anche che si sbaglierà inevitabilmente di più e, specie nel finale di gara, sarà una guerra di nervi. Proprio per questo il Banco non può pensare di vincere aspettando la giornata giusta nel tiro da tre. Anche perché a Milano non sono così sprovveduti e stanno facendo di tutto per togliere questa soluzione, o meglio, evitare il corri e tira. L’Armani finora è stata molto prevedibile in attacco, con i giochi per Gentile, Langford e Samuels, ma questo non significa che fermarla sia facile. Eppure il Banco accettando di sporcarsi le mani, di difendere in un certo modo, di avere pazienza in attacco, ha modificato il piano tattico della serie dopo la sparatoria di gara2. L’Armani in quella trappola non vuole più cadere, il Banco proverà comunque ad accelerare ma sa già che, contro quel tipo di difesa e in una gara6, dovrà soprattutto avere la pazienza di aspettare i momenti favorevoli. Il resto è già scritto, non si può vincer per distacco, solo allo sprint. Ma se si vince oggi si va a gara7, si torna al Forum.

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