Lavori al Sant’Elia in ritardo e la curva Sud è da montare
CAGLIARI. La maledizione dello stadio Sant’Elia? Difficile a credersi ma prosegue. Incassato il 28 maggio, con otto mesi di ritardo, il via libera per l’ampliamento a sedicimila spettatori, è meglio...
CAGLIARI. La maledizione dello stadio Sant’Elia? Difficile a credersi ma prosegue. Incassato il 28 maggio, con otto mesi di ritardo, il via libera per l’ampliamento a sedicimila spettatori, è meglio non aprire lo spumante. Dopo aver colmato sul filo di lana l’iter che ne bloccava i lavori, adesso si potrebbe correre un altro rischio: per la prima in casa di campionato (la serie A comincia domenica 31 agosto) il Cagliari potrebbe giocare di fronte ai soliti 4.978 spettatori. Uno scherzo di cattivo gusto? No.
Ma andiamo con ordine. Scansato il no della Commissione di vigilanza a causa di 500 posti in meno evidenziati dall’integrazione della carte documentali – con sette giorni di rinvio ulteriore – il Sant’Elia è atteso dai lavori. L’apertura dei cantieri riguarda le rifiniture dell’anello superiore della curva Nord e dei Distinti: davvero minime, assicurano i tecnici del comune di Cagliari e del club di Giulini-Cellino. I Distinti necessitano di poche operazioni e possono ospitare settemila tifosi. Il problema potrebbe riguardare la curva Sud. Con una capienza di circa quattromila spettatori, è tutta da montare. Bloccatosi il cantiere lo scorso autunno per un braccio di ferro tra l’azienda Clarin e il Cagliari, non dovrebbe avere altri stop. Ma si tratta sempre di un cantiere dalla A alla Z. Con vari passaggi di fronte alla Commissione di vigilanza. Gli esperti - coordinati dalla Prefettura – di Genio civile, forze dell’ordine, Asl, Agis, municipalità e Cagliari, esaminano, integrano, collaudano e accendono, se nel caso, il semaforo verde. Tutto regolare. Soprattutto, se si deve tenere a mente la sicurezza delle squadre, dei tifosi, dei militari e di chiunque abbia a che fare con gli eventi che si tengono nello stadio.
Ma si tratta di capire quali siano i tempi. Peraltro, c’è anche un numero esatto: 16.003. sono questi i supporter rossoblù ammessi in deroga al Sant’Elia. Di fatto, entro fine giugno il Cagliari deve indicare in Lega e Federcalcio l’impianto in cui disputare le gare casalinghe. Il bersaglio è stato centrato. Ma adesso, è meglio incrociare le dita. Anche perché per aprire solo i Distinti e la parte alta della Nord serve un progetto stralcio per dodicimila. Ovvero, la procedura riparte da capo.
Mario Frongia
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