Xabi Alonso pensa solo al Mondiale
Il regista del Real Madrid e delle Furie rosse in vacanza al Forte Village
PULA. L’uomo dai passaggi che sanno di goniometro ha scelto la Sardegna. Xabi Alonso taglia corto: «Veniamo da una stagione impegnativa, successi e fatica. Da qui, la scelta di un luogo non troppo distante da Madrid, ideale per la tranquillità e ricaricare le pile con la famiglia». La mezzala delle merengues e delle furie rosse si è fermata al Forte Village. Piscina, terme, spiaggia, bici e palestra. E cucina mediterranea: «Uno strappo? Il pesce alla brace. Ma il mondiale non fa sconti. Siamo i campioni in carica, ci riproviamo».
Xabi si sbilancia: «Brasile imbattibile o quasi. Italia, Argentina e Inghilterra a seguire. La Spagna? Pronti al ruolo che ci compete. Difenderemo il titolo, anche per rispondere a chi dice che il nostro ciclo starebbe volgendo al termine». Parole scaramantiche. «Sbaglia chi pensa che arriviamo un po’ stanchi».
La mezzala di Del Bosque si gode la privacy del resort. Coccole e attenzioni sono tutte per la moglie e i tre figli. «L’obiettivo? Aiutarli a diventare persone serie e perbene. Il resto viene di conseguenza».
Il primogenito Jon – noto per essere apparso in tv mentre incoraggia il padre nel sottopassaggio del Bernabeu prima del match perso con il Borussia in Champions – non molla: Xabi Alonso va in porta, il figlio tira. Si divertono. Tra wow per un gol e le correzioni del papà. Che cerca l’incrocio dei pali, mostra al figlio come calciare al volo di tacco e firma l’autografo a un’anziana coppia inglese che lo ricorda dai tempi del Liverpool di Benitez.
Basco di Tolosa (piccola cittadina di 17mila abitanti nel nord della Spagna), 32 anni, Xabi si rilassa: «Serviva staccare e qui al Forte si sta benissimo. E poi mi godo le persone più care. Il ruolo di star? Ho imparato da mio padre l’umiltà e a distinguere i valori della vita». El senor, per i tifosi del Real Madrid - per quelli del Liverpool era Master passer per eleganza e precisione - è figlio d’arte: il padre Miguel Angel vanta due scudetti con la Real Sociedad San Sebastian.
Al Forte Village il 14 dei blancos gioca a tennis tavolo con la moglie, Nagore Aramburu. I due sono stati assimilati a Beckham e Victoria. «Anche se io e mia moglie siamo testimonial di griffe di moda spagnola e di una casa di gioielli inglesi, siamo molto diversi dai Beckham».
Dal gossip ai mondiali. «Ripeto: Brasile una spanna su tutti. Sono forti, è il loro momento. Per noi e le altre europee c’è un grande nemico: l’umidità. L’Italia? Avete tradizione e carattere, sapete venir fuori da qualsiasi situazione e quindi temibili».
Inevitabile un passo indietro: i tifosi milanisti non scordano la sua prima Champions vinta: «Con il Liverpool a Istanbul era stata una partita mostruosa». Nell’incredibile rimonta, Xabi Alonso segnò a Dida il secondo gol e poi su rigore». Per la seconda Champions, vinta nei giorni scorsi a Lisbona con i cugini dell’Atletivo, vista dalla tribuna per squalifica: («Ho gioito come un matto: al 93’ eravamo già battuti. Per fortuna, ci ha pensato Sergio Ramos!») fioccano i complimenti per il suo tecnico Carletto Ancelotti: «Persona squisita e allenatore senza eguali. Giocare in Italia? Ho un contratto con il Real. Buone vacanze a tutti”.
Mario Frongia
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