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Coach Sacchetti a testa alta «Gap fisico troppo grande»

di Andrea Sini
Coach Sacchetti a testa alta «Gap fisico troppo grande»

A fine gara l’analisi del tecnico sassarese, che annuncia l’addio al basket di Travis Diener «Abbiamo tenuto testa per 5 partite, stavolta non ce l’abbiamo fatta. Una stagione da 8»

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SASSARI. L’ovazione del pubblico a fine gara, l'applauso dei giornalisti al termine della conferenza stampa. E in mezzo la "bomba" inattesa ma comunque nell'aria: Travis Diener saluta il basket e la Dinamo. L’ultima “uscita” post partita di Meo Sacchetti è un misto di sentimenti che si aggrovigliano. «È finita questa avventura nei playoff – attacca il coach della squadra sassarese –, contro Milano abbiamo giocato 5 partite di alto livello, nelle quali siamo riusciti a tenere un certo equilibrio. In quest’ultima non ci siamo riusciti. C’è stato un gap fisico importante, ci hanno ammazzati a rimbalzo e non siamo mai riusciti a giocare a modo nostro. Nel primo tempo c’è stata davvero troppa differenza e la partita si è giocata là».

Poi la bomba che fa tremare la sala stampa. «Mi dispiace che l'ultima partita della carriera di Travis sia finita in questo modo – dice Sacchetti –, si è fatto male ma ha voluto provarci lo stesso.Travis è un giocatore determinante, in questi playoff aveva difeso come non aveva mai fatto in questi anni a Sassari. Aveva fatto poco canestro, è vero ma è stato fondamentale, ci ha messo tutto quello che aveva. È un giocatore che a volte fa cose che mi fanno stupire, che io da giocatore non avevo mai visto nè mi ero mai sognato di fare, ha una lettura super del gioco, ci ha deliziato. Sì, per lui questa è stata l’ultima volta. ».

A differenza di tante altre volte, in questo caso la Dinamo non è riuscita a rientrare in partita dopo il break di Milano. «Diventa difficile recuperare in queste condizioni, anche se altre volte abbiamo rimontato stavolta non siamo riusciti a portare pressione – spiea il coach nato ad Altamura –, loro hanno giocato con grande scioltezza. I valori in campo si sono visti e non c’è molto altro da aggiungere. Milano ha meritato, in bocca al lupo per la prossima serie».

La Dinamo non è riuscita neppure a metterla sulla bagarre, per cercare di colmare la differenza. «Sì, mi aspettavo qualcosa in più a livello agonistico, ma loro nel momento in cui sbagliavano hanno preso tanti rimbalzi e hanno continuato a tenerci a distanza. Poi hanno preso fiducia e noi siamo stati ancora una volta poco reattivi. Se pensiamo a gara 5 a Milano, nella fase cruciale del match abbiamo preso noi tutti i rimbalzi, stavolta non è stata la stessa cosa e non siamo mai rientrati nel match».

C’è qualche recriminazione per come sono maturate le sconfitte di gara 3 e gara 4? «Mi hanno insegnato che non bisogna guardare indietro ma davanti – risponde l’ex coach di Castelletto Ticino –, non abbiamo davvero niente su cui recriminare. Come ho detto, l’altra volta abbiamo fatto bene e siamo rimasti in partita anche senza fare canestro. Stavolta la differenza è stata troppa».

Che voto dà alla stagione della Dinamo e a se stesso? «Alla Dinamo un bel 8. Io non mi giudico, non tocca a me farlo. A livello emotivo è stata una stagione lunga e tosta, siamo passati da recuperi importanti come quello in coppa, alla partita con Brindisi, che è stata lo spartiacqua dei playoff e ci ha dato una bella spinta. È stata una stagione esaltante – conclude Sacchetti –, la cosa bella è che per un po’ abbiamo finito di prendere gli aerei». E poi gli ultimi applausi, i più insoliti: quelli della sala stampa»

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