Un tira e molla lungo cinque mesi, in ballo 46 milioni di euro
Una trattativa cominciata a fine gennaio, durata cinque mesi. Un tira e molla andato avanti in silenzio con momenti in cui la rottura è stata a un passo. Soprattutto quando Massimo Cellino ha...
Una trattativa cominciata a fine gennaio, durata cinque mesi. Un tira e molla andato avanti in silenzio con momenti in cui la rottura è stata a un passo. Soprattutto quando Massimo Cellino ha rifiutato in modo brusco la prima offerta della Fluorsid: 30 milioni di euro. Il patron rossoblù ha avuto un atteggiamento talmente netto che in quel momento pensare che le parti sarebbero tornate attorno a un tavolo era praticamente impossibile.
Per un mese acquirente e venditore non si sono sentiti. Una guerra fredda che in questo genere di operazioni rappresenta la normalità. Poi è entrato in ballo il fantomatico Fondo americano. Ma quando Cellino si è convinto che Luca Silvestrone non era affidabile, ha riaperto la porta a Tommaso Giulini e in poco più di ventiquatt’ore ha raggiunto un accordo di massima con l’imprenditore milanese.
La seconda volta che la trattativa ha rischiato di andare in fumo è stata lunedì.
Le parti avevano raggiunto l’accordo su una cifra di poco superiore ai 40 milioni di euro, Cellino ha cominciato a tirare sul prezzo, Giulini è rimasto sulle sue posizioni. Una brusca frenata, una frattura quasi insanabile. Poi la telefonata tra i due, complice l’opera di mediazione degli abili avvocati che hanno seguito passo passo l’operazione. E’ stata trovata una via di mezzo e pare che il Cagliari calcio, Centro sportivo di Assemini compreso (a Cellino resta sia la sede dio Viale La Palya che i terreni di Santa Caterina a Elmas), alla Fluorsid sia costata intorneo ai 46 milioni di euro. Di cui 18 già versati, il resto da pagare in 24 mesi. Non è da escludere che in questa cifra siano compresi i 6,5 milioni che la Roma deve versare al Cagliari per riscattare il cartellino di Nainggolan. (r.m.)
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