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De Sciglio in ospedale È pronto Ranocchia

di Alessandro Bernini
De Sciglio in ospedale È pronto Ranocchia

Problemi muscolari per il terzino, preoccupa l’erba di Manaus

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INVIATO A MANGARATIBA. La tegola arriva quando in Italia è già ora di cena. Mattia De Sciglio si è fermato durante l’ultimo allenamento per un problema al polpaccio. Roba seria, a quanto pare. Il terzino è stato portato all’ospedale di Angra dos Reis per una risonanza. Di sicuro salterà il debutto contro l’Inghilterra, ma potrebbe aver già concluso il suo mondiale. Andrea Ranocchia è stato messo in preallarme. Per regolamento Cesare Prandelli ha tempo fino alle 24 (ora brasiliana) per il cambio.

Prove tecniche. Ieri, intanto, si è tenuto un doppio allenamento sotto un sole che finalmente è tornato ad accompagnare le giornate (corte, molto corte, alle 17 è buio pesto) degli azzurri. In campo anche Verratti e solite prove tecniche. Prandelli ha fatto lavorare la squadra soprattutto sul possesso palla. Un po’ più vivace Balotelli ed è un segnale importante. In ripresa anche atletica Verratti, molto carico Darmian ma anche Candreva galoppa che è una bellezza. Il ct punterà sul 4-1-4-1 ma attenzione alla posizione di Candreva: se dovesse giocare leggermente più avanzato (alle spalle di Balotelli) allora avremmo una sorta di 4-1-3-1-1, con Marchisio che a quel punto scenderebbe sulla linea di Verratti e Pirlo, più mediano e meno incursore. I n difesa, mancando De Siglio, il ct ha deciso di spostare Chiellini a sinistra, con Paletta al suo posto a fianco di Barzagli.

Prandelli e De Rossi. Negli ultimi due giorni si sono infittiti i colloqui tra il ct e Daniele De Rossi. Guardando e riguardando i filmati delle ultime partite, Prandelli si è reso conto che la tenuta stagna della difesa dipende molto dal romanista. Tatticamente questo 4-1-4-1 è stato disegnato per avere due registi ma anche per consentire a Barzagli e Paletta di avere una sorta di terzo centrale lì in mezzo, posizione che infatti De Rossi ha già occupato quando l'Italia in passato ha giocato a tre. Prandelli ha liberato De Rossi da oneri di organizzazione di gioco, se non come primo anello di qualche ripartenza (anche perché ci sono lì vicino Verratti e soprattutto Pirlo), ma lo vuole tosto ed aggressivo, pronto a scendere di qualche metro in fase difensiva. I due hanno parlato molto, c'è feeling.

Barzagli e le punizioni. Ma attenzione perché i pericoli potrebbero arrivare anche dai calci piazzati. Come ha avvertito Andrea Barzagli. «Gli inglesi sono molto forti di testa, hanno giocatori alti e bravi. Quindi occhio ai calci piazzati. Fiducioso? Sì lo sono, il gruppo è più giovane rispetto a quello del 2006 ma vedo lo stesso entusiasmo. E poi credo che aiuti avere in campo un blocco sostanzioso della solita squadra di club». Ovvero il blocco Juve.

Manaus, che campo... Alcuni dirigenti federali sono sbarcati in anticipo a Manaus per verificare le condizioni del campo. Il punto della situazione l’ha fatto il vice presidente della Figc, Demetrio Albertini, «Sapevamo che poteva esserci dell’erba bruciata, dobbiamo capire la situazione ma non cambia niente. Non c’è preoccupazione, giocheremo la nostra partita a Manaus». Insomma, non aspettatevi novità clamorose, il terreno sarà simile a un campo di patate ma c’è poco da farci.

Il saluto di Napolitano. Anche il Capo dello Stato ha voluto caricare la squadra. «Caro Prandelli, cari ragazzi – ha scritto in una lettera – in questi anni la Nazionale ha dato tante soddisfazioni agli italiani. Ho avuto la fortuna di conoscere tanti di voi personalmente, a cominciare dal capitano Gigi Buffon. Ho potuto così apprezzare lo spirito di sacrificio e l’amore di patria che vi uniscono». Poi i passaggi più importanti. «I risultati da voi conseguiti dimostrano come traguardi in partenza difficili possono essere raggiunti se si lavora con spirito di squadra. Il vostro impegno ha rappresentato l’immagine più bella del calcio italiano e deve dare la forza per combattere violenza e il razzismo. Sappiamo che quest’anno in Brasile la competizione sarà particolarmente dura. Nessuno può coltivare l’illusione di facili successi. Quello che vi chiediamo è di giocare con intelligenza, dignità e onore, sempre nel rispetto dei valori dello sport. Mettetecela tutta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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