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Scotto: «Sarà un’Olbia dura e affamata»

di Dario Budroni
Scotto: «Sarà un’Olbia dura e affamata»

Parla il neoallenatore dei bianchi: «Dai miei giocatori pretendo tutto. Ci sono alcuni elementi di livello, altri arriveranno»

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OLBIA. La voce è ferma e trasmette sicurezza. Il grande motivatore parla come un rivoluzionario, come un uomo che non ha paura di niente e nessuno. Pierluigi Scotto ha appena firmato. E subito promette di rovesciare il sistema e di costruire una squadra a sua immagine e somiglianza. Aggressiva, unita, orgogliosa. «Il giocatore deve sputare sangue, il giocatore deve dare tutto per la maglia che indossa».

Il nuovo allenatore dell’Olbia ha raggiunto l’accordo con la società mercoledì verso l’ora di cena. Sassarese, classe 1960, Scotto ha la fama di essere un osso duro, un uomo che non molla mai. Basta vedere cosa ha combinato a Latte Dolce, quando lo ha trascinato, praticamente con gli stessi uomini, dalla Promozione fino alla serie D. Al club guidato dal presidente Pino Scanu è sempre piaciuto. E visto che si trovava a piede libero, dopo l’addio alla squadra sassarese dopo sei anni, ha ben pensato di contattarlo e lavorare per portarlo in città, a costo di salutare un bravo allenatore come Oberdan Biagioni.

Pierluigi Scotto adesso comincerà a pianificare la prossima stagione insieme alla società. Sul tavolo, ovviamente, la costruzione della squadra. La dirigenza vuole un campionato di vertice e lui farà di tutto per accontentarla.

«Sono contentissimo, per me allenare l’Olbia è un grande orgoglio» esordisce Scotto. Ma basta con le frasi di rito. Lui preferisce andare subito al sodo. «Sono qui per imporre le mie idee, voglio dare il massimo e pretendo che la squadra mi segua. Io curo molto due aspetti: orgoglio e atteggiamento tattico. L’Olbia è una grandissima società e i giocatori dovranno onorarla – continua il nuovo allenatore bianco -. La squadra dovrà essere sempre carica e dare il massimo a ogni costo. Non accetto scuse».

Insomma, carattere e tattica prima di tutto. Adesso Pierluigi Scotto ha veramente l’opportunità di fare bene con una squadra blasonata, che tra l’altro nel 2015 compirà 110 anni. Come prima cosa, comunque, dovrà fare i conti con l’ossatura dell’Olbia attuale. Pozzebon, Aloia e Varone non ci sono più. Saranno da rimpiazzare e lui dice di avere già alcuni nomi in testa. Poi la società chiederà sicuramente di valorizzare i giovani, come aveva fatto per esempio a Latte Dolce. «Ho le idee chiare. La struttura dell’Olbia è molto valida, ma ovviamente bisognerà rinforzarla. Io credo molto nei giocatori sardi, nell’isola c’è tanto di quel materiale. Quindi sicuramente loro avranno la priorità, voglio tirare fuori tutto il loro orgoglio. Comunque è ancora presto per fare nomi, perché lavorerò in sintonia con la società. Ci incontreremo a breve e cominceremo a pianificare la prossima stagione» spiega deciso Scotto.

Una altro punto a suo favore è che, essendo sardo anche lui, ha avuto l’opportunità di conoscere molto bene l’Olbia, che tra l’altro ha fatto piangere più di una volta. E per questo ha già individuato quei giocatori da spremere fino al midollo. «Stimo moltissimo Daniele Molino. È un bravo giocatore, ma deve migliorare dal punto di vista caratteriale, non deve mettersi limiti perché può arrivare molto più in alto. E poi ce ne sono altri, come per esempio Diego Di Gennario e Mario Masia. Conosco tutti molto bene». Come ultima cosa, Pierluigi Scotto dichiara di voler riportare gli olbiesi al Bruno Nespoli. «Voglio attirarli e incuriosirli. Vedranno in campo una squadra che darà l’anima, sempre e comunque».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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