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Tecnici Ajax a caccia di baby lancieri sardi nel camp di Oristano

Tecnici Ajax a caccia di baby lancieri sardi nel camp di Oristano

Un successo la settimana con il club olandese, 67 gli iscritti Nel frattempo i club locali attendono nuove per il futuro

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ORISTANO. Emozioni da Champions League a Oristano. E se Sa Rodia chiama una delle migliori squadre d’Europa per un camp estivo di preparazione dei giovani talenti sardi, accorrono bambini da tutta la Sardegna. È stato un successo l’esperimento di Carlo Deriu, il tecnico e allenatore oristanese che ha creato il contatto e il progetto con l’Ajax per un camp estivo di educazione al calcio, aperto ai giovani talenti sardi. Una settimana con 4 dei migliori tecnici della squadra olandese, che hanno diviso in altrettanti gruppi per fasce di età i 67 baby partecipanti, tutti tra i 5 anni e i 15 anni.

Il camp. «La struttura di campi in erba sintetica che la Figc ha creato qui a Sa Rodia è ben avviata, seppur ancora per alcuni versi un cantiere — dice Carlo Deriu —. I bambini hanno partecipato con entusiasmo a quella che, per loro, era un’occasione unica, certamente uno stimolo mentale e atletico utile alla loro crescita». Cinque giorni di allenamenti con metodi innovativi basati sul gioco, oltre che sulla tecnica, coinvolgimento a 360 gradi anche per i più piccoli con il docente di Coverciano Ignazio Argiolas. Assieme a luiPatrick Ladru, responsabile del settore giovanile dell’Ajax, Frank Lodewijk e (per le fasce d’età) più giovani Casimir Westerveld e Marco Van Galen.

«I bambini sardi devono avere le stesse opportunità di crescita e stimoli degli altri europei — sottolinea Deriu —. Per questo, insieme ad Argiolas abbiamo in mente di creare una nuova associazione di “educazione al calcio”, che crei una base stabile in Sardegna per contatti con i migliori settori giovanili del mondo». Un progetto di sviluppo che potrebbe anche realizzarsi a Oristano, vista la presenza della struttura della Figc e vista la sua posizione geografica centrale. «Di certo, ovunque nascerà questa società-struttura, tratteremo con le istituzioni affinché ci aiutino ad abbattere i costi di partecipazione — aggiunge il tecnico —. Questo camp con l’Ajax è costato a ogni bambino 300 euro, cifra che al confronto con quelle del resto d’Europa è bassa ma che in Sardegna non è sostenibile. E il calcio non deve creare discriminazioni, anzi, deve favorire l’aggregazione e possibilità di emergere per tutti».

Le squadre cittadine. Nel frattempo freme in città l’attesa per i senior. La Tharros ha finalmente fatto il salto di categoria, guadagnandosi la Prima grazie a un costante impegno e grandi sacrifici. La firma è quella dell’allenatore Andrea Contini, il cui metodo era stato già determinante per altre società e che indiscrezioni vogliono per l’anno prossimo ancora in biancorosso. Non c’è nulla di ufficiale e finché il Comune non deciderà se affidare o meno la gestione del campo Tharros alla storica società calcistica della città, ogni discorso è prematuro. I tempi non sono maturi anche in casa Oristanese, che questa settimana saprà se sarà ripescata in Prima. La panchina è vacante, con la società dichiaratamente alla ricerca di un nome di spessore, possibilmente esterno al solito entourage, in grado di mettere a frutto il lavoro tecnico impostato negli anni dal gruppo. La squadra, infatti, resterà invariata, salvo qualche possibile inserimento di spessore dell’ultimo minuto. Gli unici a passare un’estate senza troppe preoccupazioni sono i neroverdi della Folgore. Confermata per loro la permanenza in Seconda, la società non cambia uomini e ha già confermato la panchina del tecnico Riccardo Crovi.

Caterina Cossu

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