Ritiro blindato a Cagliari, Luna Rossa si nasconde
Tanto lavoro e poche parole per le ottanta persone del team italiano Il traguardo è la finalissima dell’America’s Cup e non sono ammesse distrazioni
CAGLIARI. Nonostante la presentazione ufficiale on line di qualche giorno fa, c’è ancora un fitto muro di riserbo intorno al team di Luna Rossa Challenge, che sarà al via dalla 35esima edizione della America’s Cup. La competizione velica più antica (la prima edizione si svolse nel 1851) e prestigiosa del mondo è in programma negli Stati Uniti tra tre anni, esattamente nell'estate del 2017, e la squadra italiana ha scelto il Golfo di Cagliari per preparare l’avventura.
Staff ed equipaggio sono in Sardegna già da tempo ma è difficile avvicinarsi al villaggio sportivo allestito nel molo Sabaudo, distante appena qualche centinaio di metri dalla centralissima via Roma. Nel quartier generale di Patrizio Bertelli, sventola una grande bandiera tricolore che svetta tra gli hangar e i capannoni pitturati di bianco e rosso, i colori di Luna Rossa. Il team "targato" Prada prende la via del mare quasi ogni giorno, quando il sole è appena sorto, a bordo dei catamarani, utilizzati in questa prima fase di preparazione, in vista delle regate ufficiali del circuito.
Puntano la prua verso il largo, poi scelgono il campo di allenamento a seconda della direzione e dell'intensità del vento, evitando di farsi vedere dalle parti del Poetto, già troppo rafficato da bagnanti e imbarcazioni da diporto. Il rientro è previsto quasi sempre nel primo pomeriggio.
Una vita monastica quella dei velisti che compongono il team di Luna Rossa, scandita da allenamenti in mare e a terra, sul tartan azzurro dello stadio Coni. Poche le distrazioni, nessuna dichiarazione ufficiale, anzi l’ordine di non dare nell’occhio,
Alla "Prima fermata" del Poetto, i velisti del team, compresi i big come Max Sirena (ufficialmente designato skipper della barca italiana) e Checco Bruni, circolano indisturbati tra i bagnanti che stazionano davanti alle corsie del Windsurfing Club. Il circolo ospita i Moth, piccoli catamarani capaci di volare sulle onde che sono le barche utilizzate dai ragazzi di Bertelli.
Un grande spettacolo per i professionisti della bolina del team di Luna Rossa, che volteggiano a velocità notevoli, anche quando il vento non è irresistibile. Per loro, abituati a imbarcazione di stazza ben diversa volare sulle onde davanti alla spiaggia dei Centomila è diventato ormai un piacevole gioco, molto utile però in questa fase della preparazione. Un'imbarcazione, il Moth, dotato di due alettoni in fibre di carbonio, che gli permettono di sollevarsi a pelo d’acqua con performance davvero mozzafiato.
Ma l'allenamento principale è quello più faticoso ed impegnativo, fatto di diverse ore sui prototipi, che quasi alla chetichella escono dal porto del capoluogo per provare le nuove tecnologie e i materiali che poi dovranno far correre Luna Rossa. La barca ancora non è entrata in sintonia con il popolo cagliaritano. Anche se l'entusiasmo sta crescendo di giorno in giorno, come dimostrano i tanti curiosi che cercano di sbirciare davanti al villaggio sportivo del Molo Sabaudo. Dentro, oltre le transenne schermate si muovono un’ottantina di persone tra atleti e addetti ai lavori. Vivono blindati in una città di mare abituata agli scambi e naturalmente portata a dare confidenza a tutti. In fondo Bertelli aveva scelto Cagliari non solo per il suo clima e per il suo mare ma anche per l’ospitalità sua gente. Luna Rossa riuscirà a farsi amare?
Sergio Casano
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