Il club dei bocconiani alla guida di una società che cambia pelle
CAGLIARI. Il club dei bocconiani. Tommaso Giulini sigla lo staff: amici di vecchia data, collaboratori di assoluta fiducia, compagni di studi. Con lauree prese in atenei a cinque stelle, dottorati di...
CAGLIARI. Il club dei bocconiani. Tommaso Giulini sigla lo staff: amici di vecchia data, collaboratori di assoluta fiducia, compagni di studi. Con lauree prese in atenei a cinque stelle, dottorati di ricerca e master. Un mix che affianca esperti di gestione aziendale, legislazione sportiva, impiantistica, web marketing, comunicazione, territorio ed enti locali. Per un cda che guarda lontano. Con Mariano Delogu, legale della Fluorsid da mezzo secolo, e Gianfranco Matteoli, a capo del settore giovanile, quali figure di continuità con l’era celliniana. Più, Francesco Marroccu. Il direttore sportivo sa di ricoprire un ruolo chiave. Una sorta di cerniera tecnica tra patron, cda e squadra. Con tempi e modi da valutare nel tempo. Un quadro che tranquillizza la tifoseria.
Si passa da un Cagliari formato imperiale, con Cellino che discettava di e su tutto, a un club snello, con linee guida e filosofia diverse. Il tempo dirà quali siano i punti di forza e le criticità. «Ho imparato da Moratti che i veri proprietari del club sono i tifosi», dice Giulini, ben sapendo che su queste parole sarà applaudito o inchiodato. Ed è onesto anche quando segnala che non deve fare “propaganda di sardità”. Ma, caso mai, di concretezza. Come nell’assist al settore giovanile «che avrà un budget rimpinguato». Insomma, format aziendale nuovo, coraggioso, spigliato. E attento ai costi: «Sul sant’Elia sindaco e amministrazione si sono mostrati disponibili. Ma l’investimento per i 16mila con un anno di concessione non è sostenibile». Meglio essere chiari. Anche se si parte con una scossa mica male: mettere Zeman al centro del tavolo è un piccolo capolavoro.
Ma c’è un altro aspetto: i rapporti con Lega e Federcalcio. Con Cellino, un’area modellata da anni. Masaniello con i piccoli, compagno di strada di alcune delle big, in rotta con tutti: in via Rosellini e in via Allegri, l’ex patron del Cagliari ha mostrato autonomia e vigore decisionale, collezionando autorevolezza e successi. Ora, c’è da variare il passo. «I tempi cambiano, il calcio pure. Ci sono presidenti stranieri Thorir, Pallotta e visioni differenti. Ci faremo trovare pronti», dice Tommaso Giulini. In breve, un Cagliari che cambia pelle per gli undici anni di fila in A. Con i bocconiani al potere.
Mario Frongia
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