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La Fondazione Torres va subito a segno, Capitani sposa l’idea

La Fondazione Torres va subito a segno, Capitani sposa l’idea

Prima assemblea del nuovo organismo con tanti volti noti Il presidente promette un aiuto concreto: il 5% degli incassi

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SASSARI. Non poteva che avvenire in una location del centro storico di Sassari la presentazione alla città della Fondazione Torres 1903. Non fosse altro che per riaffermare il rapporto stretto che esiste da 111 anni tra l'istituzione Torres e la città. Così, in un locale straordinariamente ristrutturato di Corso Trinità con terrazze che si affaciano sulla vallata del Rosello, la Fondazione Torres 1903 ha compiuto i primi passi di un percorso che potrebbe portala lontano. Di fronte a un centinaio di invitati, il presidente Umberto Carboni (spalleggiato dal vice presidente Gabriele Satta e dal direttore generale Massimiliano Pedoni, tra l'altro padrone di casa) ha illustrato le finalità e i progetti dell'istutuzione. Era atteso il neo sindaco di Sassari Nicola Sanna che invece non è intervenuto, ma c'erano gli assessori Francesca Fantato e Alessio Marras a rappresentare l'amministrazione comunale che dovrà essere interlocutore importante della Fondazione. Tra gli invitati tanti personaggi che hanno fatto la storia della Torres negli ultimi 20 anni. A partire dall’ex presidente Bruno Rubattu, festeggiatissimo, all'altro ex presidente Antonello Lorenzoni, a tanti ex giocatori della squadra rossoblù (Enzo Gavini, Walter Tolu, Giovannino Oggiano, Alessandro Frau, Tore Pinna, Simone Deliperi).

C'era anche Domenico Capitani, attuale presidente, che ha chiesto di intervenire per testimoniare la sua totale adesione all'iniziativa («ho deciso di venire a Sassari convinto dall'iniziativa dei tifosi quando hanno cercato di salvare la Torres l'estate scorsa. Allora ho capito quanto sia forte il legame che lega la città a questa società»). Capitani ha anche comunicato la decisione della società di destinare alla Fondazione il 5% degli incassi della partite casalinghe della Torres. Il presidente, ancorchè sollecitato, non ha voluto toccare l'argomento ripescaggio che è quello che non lascia dormire sogni tranquilli ai tifosi. «Stiamo lavorando - ha detto -, il problema più grosso potrebbe essere quello dello stadio ma confidiamo in una soluzione positiva. Intanto a giorni si riunirà il Consiglio Federale per assumere importanti decisioni. Dopo ne sapremo di più». Il presidente non si sbilancia, ma sta lavorando anche in funzione del potenziamento del settore giovanile (sono stati presentati agli ospiti tre giovanissimi calciatori che hanno avuto una visibilità nazionale) e questo significa che la volontà di andare avanti è concreta.

Daniele Doro

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