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Il Banco bussa alla porta dell’Eurolega

di Roberto Sanna
Il Banco bussa alla porta dell’Eurolega

A Barcellona la riunione decisiva, le indiscrezioni danno la società sassarese ammessa alla prestigiosa competizione

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SASSARI. Può essere il giorno del grande salto, l’ennesima tappa di un cammino che avrebbe dell’incredibile: la Dinamo nel 2010 era una neopromossa alla ricerca delle risorse per disputare la sua prima stagione in Serie A, oggi potrebbe essere inserita tra le 24 squadre del tabellone dell’Euroleague. Più o meno è come se, nel calcio, una delle provinciali che dalla Serie B arrivano alla Serie A si ritrovasse improvvisamente in Champions League a competere con Real Madrid, Chelsea o Bayern Monaco. Anzi, nel basket è anche più difficile perché non basta solo azzeccare l’annata giusta nei risultati ma bisogna dimostrare di avere anche altri requisiti epoi rimettere la decisione nelle mani del board dell’Euroleague. E alle 11 a Barcellona è in programma la riunione decisiva.

Toc-toc. Il Banco bussa timidamente alla porta principale, lo fa sommessamente e anche con decisione. Perché in questi anni ha avuto comunque ottimi risultati sul campo in Italia e anche in Europa è andata in crescendo nelle due partecipazioni in Eurocup, dimostrando in queste occasioni di avere anche un’organizzazione all’altezza della situazione. L’Euroleague ovviamente è un’altra cosa, ma proponendosi la Dinamo non è certo andata fuori dal seminato. Soprattutto perché la triste vicenda di Siena ha liberato un posto per una squadra italiana. A qualcuno, insomma, quella licenza, stavolta annuale, dovrà pur essere data. E quindi è giusto proporsi. Dovesse andar male, resterebbe l’Eurocup. Che non è un’Europa di serie B, tutt’altro. L’anno prossimo comunque sarà tutto diverso: l’Italia avrà due posti in Euroleague, uno assegnato tramite licenza (e quindi Milano) e l’altro deciso dal campionato.

Chi c’è. Le famose licenze A, quelle perenni, sono tredici divise per paesi: Spagna 4 (Real Madrid, Barcellona, Malaga, Vitoria), Grecia 2 (Panathinaikos, Olympiacos), Turchia 2 (Fenerbahce, Efes), Israele 1 (Maccabi), Italia 2 (Siena, Milano), Lituania 1 (Zalgiris), Vtb/Russia 1 (Cska). In più c’è una licenza C, quella riservata alla squadra vincitrice dell’Eurocup che quest’anno è un’altra spagnola, il Valencia. Le licenze B sono quelle che vengono assegnate ogni anno sulla base dei risultati dei campionati nazionali e permettono, in caso l’assegnatario abbia la licenza A, di passare al posto seguente della classifica. Il crollo di Siena di fatto priva l’Italia di una licenza A, perché l’Euroleague non concederà un altro “pass” perenne. Vuole comunque vedere due team italiani e quindi farà comunque una “chiamata” dalla Serie A. E tutto lascia pensare che possa risolversi in un testa a testa Sassari-Cantù. Ieri pomeriggio il sito Sportando, una vera Bibbia del basket, pubblicava un’indiscrezione secondo la quale la Dinamo avrebbe la licenza mentre Cantù non sarebbe nemmeno nel tabellone di qualificazione. Ormai è una questione di ore, la risposta arriverà nel primo pomeriggio.

Tutti all’asta. Alle 20 la Dinamo avrà già conosciuto il suo destino europeo, comunque sia andata sarà una serata di allegria perché verrà celebrata l’asta di fine anno: verranno battute le divise utilizzate dai giocatori nelle varie competizioni, il ricavato in beneficienza alla fondazione Dinamo.

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