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Un gruppo pop inglese sceglie Gianfranco Zola come testimonial

Un gruppo pop inglese sceglie Gianfranco Zola come testimonial

CAGLIARI. Una storia di sport, lacrime e gioie. Al centro, una figura, per stile e comportamento, indelebile: Gianfranco Zola. Tre flash, a distanza di dieci anni l’uno dall’altro. Diversi ma...

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CAGLIARI. Una storia di sport, lacrime e gioie. Al centro, una figura, per stile e comportamento, indelebile: Gianfranco Zola. Tre flash, a distanza di dieci anni l’uno dall’altro. Diversi ma interessanti per confermarne, ancora una volta, qualità etiche e morali. Nel 1994, ai mondiali Usa, nel giorno in cui compiva 28 anni, un arbitro sciagurato, Brizio Carter, l’ha cacciato dal campo per un fallo inesistente. Nel 2004, il 7 agosto, i 40mila tifosi del Chelsea - oscurando Mourinho, al debutto in panchina con i Blues – sono accorsi a Stanford Bridge con indosso la “sua” maglia numero 25, per l’amichevole con il Real Saragozza. Sapevano che si chiudeva un’epoca.

Adesso, un gruppo pop britannico lo chiama e gli dedica una canzone. Gianfranco Zola, Nepente che più invecchia più sa di buono. Il campione di Oliena è su tutti i siti. E in Gran Bretagna tifosi e sportivi, ma anche tanti che con il calcio hanno poco da spartire, prenotano e comprano il disco. “Magic Box” - per quanti amano il calcio, scatola delle magie - è diventato una hit. I Wonder Villains hanno lanciato il loro nuovo album. E il pezzo d’apertura è dedicato all’ex capitano del Cagliari.

Il titolo? “Zola”. La giovane band nordirlandese originaria di Derry City, ha voluto il fantasista nel video promo del disco “Rocky”. Un brano che in pochi giorni viaggia già con decine di migliaia di “mi piace”. Lui, appare di spalle, al telefono. Al suo fianco, diversi trofei. Risponde alla chiamata di Kieran Coyle, cantante e chitarre dei Wonder. Loro suonano in un prato. Sullo sfondo, una porta da calcetto. Musica leggera, orecchiabile, niente più.

Il testo? Un inno alle qualità del campione sardo. Nel video Zola raggiunge il gruppo. Sorride, ha il fischietto, dirige una sorta di allenamento. Fa due palleggi, ancora magici. Si batte la mano sul cuore. Dà il doppio “5” alla cantante. I quattro musicisti, Eymar Coyle (basso), Ryan Mc Groarty (batteria) e Cheylene Murphy (voce e tastiere) passano da jeans e tshirt alle maglie azzurre, simil Chelsea ma anche Italia. Gianfranco saluta. Il ritornello è tutto suo. A nove anni dal ritiro, doppietta alla Juve ntus a Torino il 29 maggio 2005, un altro gran gol. A colori e con la colonna sonora. I campioni restano tali anche quando smettono.

Mario Frongia

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