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Dodicimila posti per la gara di Coppa Italia del 24 agosto

Dodicimila posti per la gara di Coppa Italia del 24 agosto

CAGLIARI. Ieri alle 7 venti operai hanno riaperto quella che forse è la partita principale del club nell’era Giulini. Al Sant’Elia i lavori di ampliamento dello stadio proseguono. Il neo presidente è...

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CAGLIARI. Ieri alle 7 venti operai hanno riaperto quella che forse è la partita principale del club nell’era Giulini. Al Sant’Elia i lavori di ampliamento dello stadio proseguono. Il neo presidente è stato chiaro: «La questione stadio mi sta a cuore». Da qui, l’accelerata. Per la Commissione provinciale di vigilanza, alla società spettano i lavori per avere l’ampliamento a 12mila posti e la licenza d’uso. Sull’impianto in cui giocare le gare in casa, tifosi e squadra, sono abituati a incrociare le dita. E stavolta, non c’è Cellino. Il patron è stato spesso alibi per lacune e bizantinismi altrui. Adesso, l’obiettivo è chiaro: giocare al Sant’Elia con 12mila tifosi il terzo turno di Coppa Italia del 24 agosto.

Per il via libera all’ampliamento della struttura di via Vespucci, la Commissione di vigilanza indica varie rifiniture. La messa a norma dei Distinti, fino a settemila seggiolini, prevede in 10 giorni collaudi e ispezioni.

Discorso simile per il secondo anello della curva Nord, con operazioni di puntellatura e perfezionamento delle vie di esodo. «Dobbiamo chiudere i lavori entro il 15 luglio, così la Commissione provinciale di vigilanza ha il tempo per verificare e autorizzare la capienza per 12mila spettatori per l’esordio in Coppa Italia», dice Stefano Signorelli, responsabile strutture del Cagliari.

Chiusi gli obblighi della Commissione sui 12mila posti, il discorso va all’ampliamento globale. Ma sui 16mila - in deroga dalle specifiche federali e di Lega – la questione è anche politica. La convenzione tra comune e Cagliari scade a breve. Per montare la curva Sud serve un investimento cospicuo. Tanto che - per lo staff del patron, andrebbero rivisti con la municipalità i termini della convenzione: «L’ideale sarebbe dai tre ai cinque anni» spiega l’advisor Stefano Matalucci.

Mario Frongia

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