Dal Foggia dei miracoli al super-Pescara
CAGLIARI. Verratti, Insigne, Immobile, solo per stare agli ultimi gioielli in ordine di tempo. Ma dalla lista delle meraviglie siglata negli ultimi 25 anni, Zdenek Zeman ha iscritto anche Toto...
CAGLIARI. Verratti, Insigne, Immobile, solo per stare agli ultimi gioielli in ordine di tempo. Ma dalla lista delle meraviglie siglata negli ultimi 25 anni, Zdenek Zeman ha iscritto anche Toto Schillaci e Gigi Di Biagio, Kolivanov e Shalimov e Koné.
Senza scordare Nesta, Di Vaio e Nedved della Lazio che va a mille. Per i tifosi sardi il boemo – Praga, 12 maggio ‘47 – è quello che ha dato i giri giusti a Marco Sau. Il neo allenatore del Cagliari ha messo su con il dio pallone una storia personale. Un mix di fantasia e proposizione, motivazioni e adesione totale al progetto.
Il vate del quattrotretre è l’inventore nel 1989 del Foggia dei miracoli. Con Signori-Rambaudi-Baiano scrive pagine in bella calligrafia. Nel ’79 rientra da Coverciano con il patentino. Zeman vede lontano. Poco ciarliero, metodico, amante delle giocate collettive e offensive. Porta in B (‘90/91) il club di Casillo. Ha il miglior attacco con Baiano (bomber del torneo), Signori e Rambaudi.
Quel Foggia sta in A per tre anni di fila e coglie un nono posto con il secondo migliore attacco dietro il Milan-scudetto. Gli vendono il trio, si piazza di nuovo nono e sfiora l’Uefa.
Gira mezza Italia. A Lecce lancia Vucinic, Boijnov e Cassetti, si salva e chiude con il secondo migliore attacco dopo la Juve campione.
La difesa? È la più battuta: per la prima volta il club che prende più gol non retrocede. Nel 2010 Casillo lo richiama a Foggia. C’è il ds Pavone. La squadra chiude sesta. Le punte? Insigne e Sau (41 reti in due).
Infine, il Pescara, lo riporta in A nel 2012 dopo 19 anni. Coglie 12 vittorie in trasferta. Lancia Immobile, Verratti, Capuano e Romagnoli. Il calcio che piace e diverte.
Mario Frongia
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