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Benvenuto, cristallino di Boemia

di MARIO CARTA

di MARIO CARTA Benvenuto, Zeman. L’arrivo del boemo porta nell’isola un mare di novità, un mar rosso-blu già moséicamente suddiviso tra scettici ed entusiasti. Da una parte c’è chi già scommette che...

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di MARIO CARTA

Benvenuto, Zeman. L’arrivo del boemo porta nell’isola un mare di novità, un mar rosso-blu già moséicamente suddiviso tra scettici ed entusiasti. Da una parte c’è chi già scommette che Zdenek non mangerà neanche i papassini, altro che panettone, dopo il primo 0-5 incassato. Dall’altra c’è chi invece sostiene convinto che è ora di divertirsi e godersi il bel gioco, e i risultati arriveranno.

Cagliari non è Roma, ultima squadra di serie A di Zeman, dove l’alta classifica è un obbligo anche quando è irrealizzabile. Cagliari non è Roma e per Zeman è meglio così perché potrà lavorare serenamente, in piena fiducia. Quella fiducia che la società gli garantisce con un progetto e la libertà di costruire e organizzare lui la squadra, tra certezze e giovani da lanciare con un occhio al bilancio. E con entrambi gli occhi alla salvezza. Perché il Cagliari non è la Roma e prima di tutto deve conservare la serie A.

Questo si chiede a Zeman, insieme al bel gioco, e questo Zeman cercherà, come sempre realista, senza sbilanciarsi nelle promesse che sa di non poter mantenere. Tra i pregi del tecnico boemo c’è infatti un carattere aperto, trasparente, franco, cristallino. E’ uno che le cose – anche le più scomode – non le manda a dire, e lo ha sempre dimostrato. Anche a Cagliari e al Cagliari sarà così, in un rapporto franco che non sarà a senso unico ma viaggerà nelle due direzioni. Benvenuto Zeman, cristallino di Boemia da maneggiare con cura.

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