Dalla A alla Zeman, frase per frase
Il boemo tra Juventus e sistema, una «guerra» che dura ormai da sedici anni
CAGLIARI. Noto per commenti dissacranti, Zdenek Zeman è anche dispensatore di saggezze condivisibili senza se e senza ma. Un esempio? «La grande popolarità del calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi». Difficile dargli torto.
Idem quando afferma che «Una partita dura 90-95 minuti, il tempo effettivo è di 55-60 minuti e un giocatore molto bravo può tenere la palla al piede per tre minuti. Ma per gli altri 52-57 minuti cosa fa? Serve movimento per arrivare prima degli altri, riuscire a recuperare l'avversario, servono corsa e resistenza. A stoppare o dare un calcio alla palla sono capaci tutti, poi bisogna trovare ritmi e movimenti giusti».
Lineare. Forse, preoccupante per chi fa i conti con età, rendite di posizione, filosofia attendista. Temi vecchi del calcio italiano. A galla con l’addio della nazionale al Brasile. Ovviamente, esistono modi, tempi e uomini per applicare con efficacia opzioni tattiche e gestione della palla. Ma il divertimento è sacro. Non a caso, Zeman censura la sua categoria: «Rroppi tecnici vedono il calcio come un lavoro e non come un divertimento». E non si scorda la frase su Conte dell’agosto 2012: «Se è giusto che un allenatore squalificato alleni? Anche i giocatori squalificati si allenano. Ma se c'è una squalifica per un tempo lungo, dai tre mesi in poi, un allenatore non dovrebbe allenare».
I boemo con la società bianconera è in lite perenne. Nel 2006 parte il siluro per Luciano Moggi: «Io faccio ancora calcio. Lui no. Credo che questo vorrà dire pur qualcosa». Tra Moggi e il neo allenatore del Cagliari è finita in tribunale. Avversari storici. In campo e fuori. Risale al 1998 il primo knock out del boemo: «Il calcio è finito in farmacia. Per vincere a una società servono solo due persone, un’esperta di farmaci e un'altra brava in matematica per far quadrare i conti». A seguire, l’archiviazione della querela presentata da Del Piero contro Zeman per le dichiarazioni sull’esplosione muscolare del 10 bianconero. Il boemo - febbraio 2002 - dice: «Ho appreso la notizia sfogliando i giornali. Per me, il caso è chiuso, anche se credo che la Juventus abbia ancora qualcosa da chiarire».
Mario Frongia
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