Torres rosa, rifondazione nel segno della continuità
La società pluricampione d’Italia sta affrontando la fusione con la maschile Salvaguardata la competitività anche in Europa, si punta molto sulle giovani
SASSARI. La Torres femminile aspetta di mostrare il suo nuovo volto e di rivelare i volti che la rappresenteranno, in campo e fuori, la prossima stagione, l’ennesima nella serie A di calcio. Tutto tace, non mancano le voci ma i movimenti sono celati sotto traccia. Tutto riparte dal progetto fusione annunciato dal tandem Domenico Capitani-Leonardo Marras, presidenti dell'ultima stagione rossoblu al maschile e femminile.
Un'operazione che dovrebbe portare al comune rilancio dopo una stagione difficile, vissuta a cavallo fra vicissitudini da campo e crisi imperante. In prospettiva di una ridefinizione e riorganizzazione dei ruoli, Nardo Marras pare sia destinato a ricoprire il ruolo di presidente onorario, uomo d'esperienza e raccordo fra società, istituzioni e territorio.
Non è ancora definito il quadro dirigenziale della nuova Torres femminile, ci saranno dei nuovi ingressi che porteranno in dote entusiasmo, e ci saranno delle conferme in modo da dare continuità a un'idea che negli anni ha trasformato Sassari in una capitale del calcio femminile italiano e europeo. I nomi ci sono, ma non sono ancora noti.
Bisognerà poi capire e vedere come sinergicamente interagiranno le due Torres, il tutto in un quadro di oculatezza gestionale conforme ai tempi.
Punto focale per la società in rosa è poi il settore giovanile, che con le strutture e all'organizzazione della Torres maschile, punta svilupparsi sino a diventare riferimento importante in prospettiva. Occorre tempo perché tutti i tasselli del puzzle vadano a posto, ma questo non vuol dire che non si stia lavorando. Diverse sarebbero infatti le operazioni in stato avanzato, tanto che presumibilmente già la prossima settimana il plurititolato team del pallone in rosa potrebbe avere il suo nuovo allenatore dopo l'addio a Manuela Tesse.
Se è ufficiale l'addio della svizzera Maendly, che indosserà la maglia del Verona (si lavora su una giocatrice straniera in vista della sua sostituzione), sembra che la società sia riuscita a confermare alcuni cardini delle passate stagioni, base su cui costruire un domani che dovrebbe poggiare su nuovi innesti, italiane primo piano e giovani calciatrici chiamate a dare nuova linfa supportate da compagne di squadra abituate a lottare, a vincere. Troppo presto per parlare di obiettivi e Champions: una volta messa in campo (e dietro le scrivanie) la squadra, si potranno fare eventuali e valutazioni. Ma c'è ottimismo.
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