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Il grande pasticcio della nuova Serie C

Il grande pasticcio della nuova Serie C

La Sardegna rischia un unico calderone con una seconda fase interregionale

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CAGLIARI. Le disposizioni organizzative annuali 2014-2015 sono chiarissime: si riparte dal quinto cambio di nomi in dieci anni. Sono tutte qua, almeno per ora, le novità dei campionati di basket al via il prossimo mese di settembre.

Dinamo a parte, per volere della Lega Nazionale Pallacanestro la vecchia DNA Gold, (più semplicemente LegaDue) cederà il passo alla nuova A2 Gold. Lo stesso accadrà per la vecchia DNA Silver (leggasi B1, B’Eccellenza m anche A Dilettanti), che diventerà A2 Silver. La B2, quella che Cagliari ritroverà a distanza di cinque anni con il tanto discusso salto di categoria dell’Olimpia (arrivato con un improvvisato torneo di fine stagione) si chiamerà non più DNB ma semplicemente Serie B. E qui arriva il bello. Ricordate la C1, DNC o dir si voglia? Si torna agli albori, almeno per quanto concerne la Sardegna. L’isola ( manca l’ufficialità) farebbe da apripista alla rivoluzione obbligatoria dalla stagione 2015-2016. Da Cagliari a Sassari, passando per Olbia e Oristano, sarà una semplice Serie C. Un girone unico che ingloberà le sopravvissute della vecchia C1 (S. Orsola Sassari, Accademia Sestu, Basket Calasetta), la neo promossa Genneruxi Cagliari e le restanti (salvo probabili rinunce) dieci squadre dell’ultimo massimo torneo regionale. E qui viene il bello. Voci di corridoio confermano buone e cattive notizie: un dimezzamento dei parametri ma anche tasse gare che rimangono invariate nonostante un torneo che diventa a caratura regionale. Dopo una prima fase le prime avranno accesso a una fase nazionale ma in questo caso, trattandosi di qualificazione successiva, non ci dovrebbe essere spazio per chiedere contributi istituzionali. L’altra bella trappola è poi riservata a chi ha siglato accordi di sponsorizzazione biennale, se poi qualche squadra avesse stipulato accordi pluriennali con qualche giocatore, i problemi sarebbero ancora maggiori. Insomma, i soliti capovolgimenti di una federazione nazionale che pare attenta alle vicende nostrane ma che in realtà è forse più condizionata dalla necessità di accontentare le tante formazioni della penisola che non hanno poi tanto piacere, per ovvie ragioni economiche, di fare tappa in Sardegna. In attesa di saperne di più (scadenza iscrizioni 9 luglio) c’è poi l’ultimo paradosso. Ricordate Azzurra Oristano e Santa Croce Olbia? Sono le vincitrici dell’ultima D regionale, ma prima ancora le due squadre che avevano rinunciato alla serie C. Bene. In una sola stagione hanno centrato il doppio salto. Sono nella nuova C unica, quella chepuò regalare palcoscenici nazionali.

Mauro Farris

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