La Torres guarda al futuro e punta tutto sui giovani
SASSARI. All’indomani di una crisi complessiva che nella Sardegna tennistica tra serie A2 e B ha colpito quattro squadre su sei con altrettante retrocessioni, due salvezze e nessuna promozione,...
SASSARI. All’indomani di una crisi complessiva che nella Sardegna tennistica tra serie A2 e B ha colpito quattro squadre su sei con altrettante retrocessioni, due salvezze e nessuna promozione, passata l’amarezza per il flop nei campionati nazionali in una primavera da dimenticare il più in fretta possibile, soprattutto in casa Torres è già tempo di riflessioni pensando a un domani che possa riportare il glorioso club intitolato ad Antonio Bozzo all’altezza delle sue tradizioni.
E ovvio, sarebbe assurdo il contrario, che la doppia retrocessione (la squadra maggiore scesa dalla A2 alla B e la seconda squadra dalla B alla C regionale) bruci nelle stanze di viale Adua, ma è già cominciata la rifondazione pensando che i motivi di questa non prevista delusione non siano tutti di natura tecnica, ma in gran parte da addebitare a una crisi economica che anche dalle nostre parti ha coinvolto molte società.
Il mancato arrivo dei contributi regionali e soprattutto di quelli a livello federale (il circolo presieduto da Gavino Caddia sta ancora aspettando le spettanze dovute per il 2013) è la causa maggiore di una stagione presentatasi subito in salita nonostante la buona volontà messa in atto dall’intero consiglio direttivo che di colpo si è trovato alle prese con problemi non certo previsti. E non si può davvero pensare il contrario al termine di un campionato, in particolare quello di A2, “double face” che nel giro di un paio di settimane dai possibili playoff ha condotto il team sassarese prima ai playout e poi a una retrocessione che si può definire immeritata se si da un rapido sguardo a un avvio di stagione scoppiettante con due vittorie nelle prime tre partite e poi un cambio improvviso di rotta che alle racchette rossoblù ha fruttato la miseria di un solo punto nei successivi sei incontri, amari playout compresi. La società di viale Adua al termine della riunione svoltasi durante gli spareggi-salvezza ha deciso di “tagliare” gli stranieri (lo spagnolo Diez, lo slovacco Hrbaty e in misura minore anche l’italo-argentino Delfino) portando a termine il campionato con le forze locali (Asara, Pinna e Bianco supportati dagli Over Rodella e Andolfi), una delibera amara ma con la consapevolezza che la retrocessione nella serie cadetta possa essere vista positivamente, il prossimo anno si cercherà di valorizzare i ragazzi locali.
I risultati, ovviamente, non sono arrivati a braccetto con una retrocessione quasi impossibile da evitare, prima di programmare la stagione ventura con una squadra che, fatta completamente in casa, possa dare ugualmente grandi soddisfazioni al popolo tennistico sassarese. E prima di chiudere questo discorso, la parola alle cifre con un quadro che è l’esatta immagine di un 2014 da rifondare il prima possibile. Con gli stranieri in campo (tre volte) la Torres ha conquistato due vittorie e un pareggio, per il resto (senza Hrbaty e C.) solo sconfitte con la batteria dei giocatori “made in Sardegna” accreditati soltanto di un paio di successi complessivi. Troppo poco per sperare di continuare un’avventura quasi a livello professionistico contro realtà sportive di ben altra dimensione e caratura. (ang.).
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