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Il Banco si regala Rakim Sanders

di Roberto Sanna
Il Banco si regala Rakim Sanders

Ufficializzato l’acquisto dell’ala americana, per completare il roster manca soltanto il centro

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SASSARI. Nessuna sorpresa, l’americano è quello che tutti si aspettavano: Rakim Sanders, 1,93, ala, in uscita dal Bamberg. Il Banco continua a fare la spesa nel campionato tedesco e sceglie un ex avversario di Eurocup, dopo David Logan “prelevato” dall’Alba Berlino. Adesso manca solo il centro e forse bisogna mettersi un po’ comodi, dopo due settimane di fuochi d’artificio la dirigenza si prende una pausa di riflessione. Non sarà sicuramente Anosike, che ieri ha firmato con Avellino, dovrà per forza di essere un giocatore col passaporto comunitario o cotonou (status equiparato a quello comunitario)visto che col nuovo assetto 3+4+5 gli spot a disposizione per gli extracomunitari sono adesso tutti occupati (JefBrooks, Dyson e Sanders).

Chi arriva. Non altissimo, Sanders è un esterno molto atletico e forte fisicamente, un giocatore che in campo aperto si esalta. Sanders è anche un giocatore duttile nei ruoli e anche nel contributo perché sa difendere, va a rimbalzo, stoppa e recupera palloni. Il suo fisico muscoloso e compatto (102 kg di peso) lo porta a non avere paura del gioco fisico e delle azioni nel traffico, quando è in giornata sa anche fare canestro da lontano.

La rivoluzione. La promessa è stata mantenuta, via i Diener la Dinamo ha cambiato volto. Da squadra che cuciva trame cestistiche deliziose si è trasfornata in un gruppo aggressivo atleticamente, più portato ad attaccare il ferro e a difendere che a bombardare da tre punti con alte percentuali. Un’interpretazione diversa dell’idea cestistica di Meo Sacchetti, solo Jerome Dyson è un giocatore baciato dal talento offensivo (il suo allenatore al college lo paragonò addirittura a Ray Allen e Rip Hamilton) e in grado di fare certi numeri in attacco, ma non è certo il prototipo del play puro. Del resto era inutile stare a inseguire ricordi che avrebbero corso il rischio di trasformarsi in fantasmi.

L’ultimo tassello. Siamo al centro, ruolo storicamente ingrato nelle squadre di Meo, quasi come il portiere in quelle di Zeman. Battute a parte, non serve un giocatore di post basso però è anche vero che l’area non può rimanere troppo scoperta: Samardo Samuels nei playoff ha tenuto 16,6 di media in 6 gare . Quella scorsa, sotto i tabelloni, non è stata una grande annata: Johnson, Gordon ed Eze per motivi diversi non hanno mai dato tranquillità. Il tempo c’è, meglio non avere fretta.

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