Senza soldi né stimoli il Sant’Orsola rinuncia alla serie A femminile
SASSARI. Niente campionato nazionale, il Sant’Orsola Sassari dopo tanti anni fa un passo indietro, e il suo presidente Nereo Vasconi spiega il perché con realismo, ottimismo e insieme una sana vis...
SASSARI. Niente campionato nazionale, il Sant’Orsola Sassari dopo tanti anni fa un passo indietro, e il suo presidente Nereo Vasconi spiega il perché con realismo, ottimismo e insieme una sana vis polemica.
Questa rinuncia potrebbe sembrare una sconfitta, per il basket sassarese.
«La mia è una decisione ponderata, meditata durante tutto lo scorso campionato e ha varie ragioni. In primo luogo non ha più senso fare un campionato così impegnativo senza avere nè obiettivi nè tantomeno stimoli».
La promozione in A2 non è uno stimolo?
«Se vuoi la serie A2 con tutte le rinunce che ci sono te la offrono a tavolino com'è successo a noi l'anno scorso, quando ad accettare fu l'Astro Cagliari. Noi rifiutammo per mancanza di risorse ma d'altra parte ormai non retrocede più nessuno. Che senso ha fare la A3, visto che manca anche lo stimolo della promozione?».
Altre ragioni?
«La ferma volontà di investire nel settore giovanile per costruire dall'interno le giocatrici di domani».
Ripartire dalla B è una sfida, e forse insieme una denuncia. Come dire: si deve fare di più per il basket isolano in generale e per il Sant'Orsola team in particolare.
«Ripartire dall B regionale non è una sfida, solo una presa d'atto della situazione attuale del basket femminile. Potrei aprire polemiche infinite, ma siccome ho deciso di continuare a far parte di questo movimento, prendo atto della situazione e nel bene e nel male mi adeguo, rimandando al momento della pensione tutte le considerazioni».
Non è solo il Sant’Orsola a sentirsi isolato.
«A Sassari nel femminile calcio e pallamano ogni anno lottano per lo scudetto eppure hanno pochissima visibilità. Ho sempre detto che con un minimo di aiuto e qualche sponsor avrei fatto la A2 a un buon livello, e nel femminile i soldi che girano non sono certo gli stessi del maschile. Invece calano anche i contributi pubblici e aumentano le tasse federali, quindi la nostra è l'unica via percorribile».
Amarezza? Rimpianti?
«Né l’una né l’altra, ma tanta consapevolezza nei nostri mezzi. Dopo tanti anni e tanti sacrifici la delusione è normale ma sono sereno, ripartiamo senza un euro di debito. E mi sento sollevato al pensiero di non dover ipotecare l’ennesima estate ipotecata fra procuratori, organizzazione di trasferte, voli, pulmini, alberghi, orari... Da 14 anni non faccio ferie perchè in luglio e agosto si lavora per avviare la stagione successiva ma non mi sono mai lamentato, l'ho fatto volentieri e con passione e in questi anni ci siamo tolti molte soddisfazioni vincendo numerosi titoli giovanili e sfiorando spesso la A2. Ora però basta, non ne vale più la pena».
Obiettivi?
«Il settore giovanile e la serie B esclusivamente con ragazze locali, per ricreare le condizioni che, almeno sino al 2008 ci permettevano di disputare una serie B di Eccellenza, dal tasso tecnico molto più elevato dell'attuale A3, con sole giocatrici locali».
Piero Garau
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