Tavecchio o Albertini? La Serie A è divisa sul nuovo presidente Figc
NILANO. Spaccati, con idee diverse e non tutte chiare. Una volta ancora i club di serie A non guardano tutti nella stessa direzione e difficilmente dall'assemblea di oggi uscirà un'indicazione...
NILANO. Spaccati, con idee diverse e non tutte chiare. Una volta ancora i club di serie A non guardano tutti nella stessa direzione e difficilmente dall'assemblea di oggi uscirà un'indicazione univoca da parte della Lega, che è la locomotiva del movimento calcistico italiano ma potrà esprimere solo il 12% dei voti quando l'11 agosto si sceglierà l'erede del dimissionario Giancarlo Abete.
Per ora si possono distinguere due principali fronti. Da una parte c'è quello guidato da Roma e Juventus, che spingono per un rinnovamento della governance e bocciano la candidatura del settantunenne presidente della Lega Dilettanti Carlo Tavecchio. Tavecchio è sostenuto da un gruppo di club trascinati da Lazio e Milan, anche se la posizione di Adriano Galliani non è in linea con quella dell'altro amministratore delegato rossonero, Barbara Berlusconi, che nelle ultime settimane non ha perso occasione per criticare lo status quo invocando una svolta generazionale, con un ricambio di uomini e norme. Demetrio Albertini rispecchia l'identikit del fronte rinnovamento.
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