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Daniele Conti cittadino onorario? La palla al Comune

Daniele Conti cittadino onorario? La palla al Comune

Il capitano come Gigi Riva: la proposta è partita da un consigliere

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CAGLIARI. L'accento romano non l'ha mai perso. Ma è a Cagliari da quindici anni, ha battuto tutti i record di presenze in serie A con la maglia rossoblù e continua a essere il capitano. Uno capace di rispondere per le rime a Cellino per l'ormai celeberrimo accostamento, riferito dai giornali inglesi, del Leeds a una Ferrari. E del Cagliari a una Cinquecento. Con una bella dose di coraggio. Vero, il presidente se ne stava andando. Ma comunque era ancora in sella. Lui, Daniele Conti, figlio di Bruno mundial 82, ha imparato ad amare la città. E la città ha imparato a considerarlo un cagliaritano. Tanto che ieri è partita la richiesta di cittadinanza onoraria: l'iniziativa è stata promossa da un consigliere comunale, Ferdinando Secchi. E subito al documento si sono aggiunte al volo altre 24 firme. La cosa sembra destinata ad andare avanti: se ne riparlerà in aula tra settembre e ottobre.

Attenzione, l'ultimo calciatore ad aver ricevuto a Cagliari un simile riconoscimento è stato nientemeno che Luigi Riva, nel 2005. Diversa epoca, diverso ruolo, ma la storia presenta per certi versi delle analogie: tutti e due sono arrivati a Cagliari intorno ai vent'anni. E tutti e due non se ne sono più andati. La storia di Riva è nota: Rombo di Tuono, della Sardegna, non voleva proprio sapere. Ed era sbarcato a Elmas a condizione di poter tornare subito indietro se il posto non gli fosse piaciuto. Tutti poi sanno come è andata a finire: gol, Nazionale, scudetto. E ancora il bomber è lì che passeggia tra via Dante, via Tola e via Paoli.

Quando Conti arrivò in Sardegna era il 1999, reduce da due anni con Zeman alla Roma: aveva vent'anni. Le prime stagioni non furono esaltanti. Ma Cellino ogni estate si impuntava: Daniele resta con noi. Una scommessa, quella dell'ex patron, vinta alla distanza. Con 416 presenze in rossoblù e 46 gol tra serie A e B. Con record di gettoni nel massimo campionato dopo il sorpasso di un'altra bandiera, Mario Brugnera. Il momento più importante? Forse quel gol di testa a tempo ultra- scaduto sotto la curva Sud contro il Napoli quando il Cagliari aveva ormai un piede (e anche qualche dita dell'altro) in serie B. Un gol da capitano. E poi quei gol alla Roma. Sempre alla Roma: all'Olimpico lo temono.

La cittadinanza onoraria nel calcio non è una cosa nuova: a Reggio Calabria fu concessa in massa a tutti i giocatori protagonisti della storica scalata alla serie A. Fuori dal calcio la cittadinanza onoraria fu concessa a Cagliari negli anni scorsi a madre Flora Zippo, per il suo impegno con i poveri e al professor Franco Mandelli, per i risultati terapeutici raggiunti nella cura dei tumori al sangue. Fu approvata anche una mozione per dare la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Con un emendamento, però, per valutare la possibilità di concedere, magari cercando di capire che cosa ne pensasse il Ministero, il riconoscimento al capo spirituale tibetano. Adesso tocca a Conti.

Stefano Ambu

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