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tesi di laurea sullo stadio

Ecco come vede il Sant’Elia del futuro l’ingegner Davide Sebis

Ecco come vede il Sant’Elia del futuro l’ingegner Davide Sebis

CAGLIARI. Trentaquattro milioni di euro, 23mila posti a sedere e al coperto, tre livelli, spazi commerciali, ristorante, museo del Cagliari. Ma non solo. Nel Sant’Elia del terzo millennio scompare...

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CAGLIARI. Trentaquattro milioni di euro, 23mila posti a sedere e al coperto, tre livelli, spazi commerciali, ristorante, museo del Cagliari. Ma non solo.

Nel Sant’Elia del terzo millennio scompare la pista, si recupera la struttura portante e si riutilizzano le travi per sostenere la nuova copertura. Ovviamente, tutto a norma Uefa. Tommaso Giulini stia in guardia. E con il patron del Cagliari, anche il sindaco Massimo Zedda dovrebbe incuriosirsi all’elaborazione di un laureando in Ingegneria dell’ateneo del capoluogo. La tesi, che verrà discussa domani nell’aula magna della facoltà in piazza d’Armi, è ambiziosa, concreta, fattibile. Il problema stadio - negli ultimi dieci anni, croce per il club rossoblù, la città e i tifosi - ha ormai dimensioni extra large. E suscita attenzioni variegate. Dall’archistar statunitense, Dan Meis, alle ricerche di Davide Sebis. Quest’ultimo, chiude gli studi con una tesi - relatore Fausto Mistretta, controrelatore Barbara De Nicolo – che parte dalla genesi del Sant’Elia - debutto del Cagliari di Riva nel ‘70 in Coppa Italia, 4-1 sulla Massese - fino ai mondiali di Italia ’90. A seguire, criticità, deroghe, lentezze, dispetti. Per contorno, manutenzioni light. Un degrado pessimo per tutti: l’ultima sfida alla Juve, con 4.978 spettatori su due lati, i Distinti vuoti e i tubi Innocenti impilati, è stata il clou di una sconfitta collettiva.

Il neo ingegnere civile, supportato dal professor Mistretta, prevede il tetto in materiale plastico innovativo, pannelli fotovoltaici, integrati nella copertura in vetro della Sud. I gradoni e le fondazioni? Demoliti e reimpiegati. Le tribune? A pochi metri dal prato erboso. E si ipotizza un impiego polivalente per 365 giorni. Con i settori chiamati ancora Tribuna, Distinti, curva Nord e Sud. Sotto la Nord, quattromila metri quadri per negozi, ristoranti e altre attività. Previsti uffici e sale congrue per media, club e medicina dello sport. I costi? Con gli oneri inerenti la sicurezza si arriva a 34,5 milioni di euro. Lo stadio di Larisa in Grecia, 16.100 spettatori, nel 2010 è costato 41 milioni di euro, mentre per quello da 30 mila posti dell’Olimpiakos di Atene, nel 2004, sono stati spesi 60 milioni di euro.

Mario Frongia

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