L’ultimo saluto è un rombo di motore
Presenti tutti i piloti sardi, il corteo funebre ha onorato il campione ripercorrendo i tornanti da Alghero alla Siesta
ALGHERO. Sono arrivati da tutta la Sardegna per rendergli omaggio. Da Cagliari, Oristano, Iglesias, Nuoro, Olbia, tantissimi da Sassari, tutti ad Alghero per salutare un grande dell'automobilismo sportivo sardo, Sergio Farris, 73 anni, stroncato da un infarto domenica sera. La chiesa della Mercede non è riuscita a contenere la folla, almeno altrettante persone rispetto a quelle che si trovavano all'interno hanno dovuto attendere sul sagrato – dove in tanti sono arrivati a bordo delle auto da gara –, che si concludesse il rito religioso.
E sulla bara il suo casco, quello di tante vittorie.
Sono arrivati tutti. Lunedì mattina aveva raggiunto la camera mortuaria Ezio Baribbi, pluricampione italiano di velocità in salita, un avversario difficile da battere e contro il quale Sergio Farris si era confrontato più volte. Erano diventati amici, continuavano a vedersi anche per motivi di lavoro.
Sul sagrato tra i tanti c'era anche Uccio Magliona, il pilota sassarese avversario di sempre, evidentemente commosso e dispiaciuto. Grande commozione nelle parole di Magliona come in quelle di Mauro Maulu, presidente dell'Automobil Club di Oristano che ricorda la prima edizione della cronoscalata Cuglieri–La Madonnina nella quale primo assoluto risultò proprio Sergio Farris con la sua Osella. «Era stato prezioso – dice Maulu – soprattutto nei consigli sull'organizzazione dell'evento sportivo. Era la prima volta che noi ci cimentavamo in un allestimento così impegnativo, c’erano particolari difficoltà ma Sergio aveva una risposta e una soluzione per tuto».
Quasi non ci crede Franco Balestri. Il suo nome in gara era «Il Brizzolato». Sergio Farris è sempre rimasto in contatto con l’imprenditore cagliaritano, che ieri era fra i tanti che nono sono voluti mancare. «C'eravamo sentiti il giorno prima....».
Tra la folla dei tanti amici spicca Carmen Usai, la prima donna algherese alla guida di un’auto da corsa, tra le prime done al volante in tutta Italia prima di proseguire in una carriera sportiva a tutto tondo. Vinse una Coppa delle Dame proprio sul tracciato di Scala Piccada. «Non ci voglio credere – dice – abbiamo perso un grande uomo e un dolcissimo amico».
Pier Paolo Seddone, presidente del’Aci di Nuoro, pilota e rallista barbaricino tra i più combattivi, lo ricorda così: «L'automobilismo sardo gli deve molto – dice – abbiamo perso un pezzo importante del nostro movimento».
Ercole Palla, altro pilota e altro scalatore come Farris, tra i più forti nella sua categoria all'epoca in cui correva anche Sergio Farris: «Non lo dimenticheremo mai». E ancora non è voluto mancare Santo Deledda, pilota sassarese, che al tempo correva con il nome di «Don Chisciotte», insegna con la quale timbrò anche la sua storica pizzeria. E’ a lui che è venuto in mente di concludere la cerimonia funebre con un ultimo passaggio sui tornanti di Scala Piccada. E così è stato.
Grazie alla disponibilità dell’agente delle pompe funebri Costantino Marcias, il figlio di Sergio Farris, Sergio Junior, anche lui affermato pilota, si è messo alla guida del carro funebre. Seguito da alcune auto da corsa che hanno atteso che la bara uscisse dalla chiesa per dare a Sergione l'ultimo saluto, un ultimo rombo di motore. Tornante dopo tornante, ogni svolta un ricordo e un sorriso ripensando al passato fin su all’arrivo della Siesta, dove Sergio Farris voleva sempre arrivare primo.
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